mercoledì 5 settembre 2012


Ti dicono che stai benissimo così, che non devi farti complessi, che non hai bisogno di dimagrire.
Poi succede che ci riesci a dimagrire, abbastanza da rendertene conto da sola, il che è tutto dire.
Quel "abbastanza" che nel vocabolario di tutti gli altri dovrebbe essere "troppo".
E quelle stesse persone che tanto ci tenevano a convincerti che andavi già bene così com'eri, ti sorridono e dicono che ti trovano bene, meglio di prima.


Un mese fa mio fratello ha sfiorato per caso la mia pancia. C'era un solco tra le costole e il resto del mio corpo, ci si è soffermato e ha detto: “Ma quanto cavolo sei magra, fai impressione!” ed io non potei fare a meno di sorridere. Salivo e scendevo sulla scala dei quarantatré chili. Sono sparita da qui, sono sparita da questo mondo, il mio, i vostri, il nostro e mi ripresento qui a blaterare le solite storie come vi avessi scritto solo un giorno fa. Di mezzo c'è solo un mese pieno. Un mese durante il quale lui è stato qui nonostante gli errori di entrambi, nonostante io mi muovessi come una tigre in gabbia tentando di convincerlo che era meglio per entrambi se mi stesse lontano. Per fortuna non mi ha dato retta e anzi mi ha stretta più forte di prima. Si tenta d'imparare dai propri sbagli, di rimettersi in piedi quando si inciampa, di controllare più attentamente la strada per non scivolare in un baratro ben camuffato. M'è capitata una cosa rara, l'amore vero e incondizionato, che non sarebbe tale senza qualche ostacolo e un po' di tragedia. Ce l'hanno insegnato Romeo & Giulietta per primi e tanti altri a seguire. E' stato un mese pieno, nel bene e nel male, durante il quale ho capito alcune cose fondamentali, tipo che io di lui ho bisogno, che insieme stiamo bene, che quel che abbiamo è vero. Più grande delle nostre paure, dei nostri difetti, delle nostre incomprensioni, delle nostre mancanze, della distanza spaziale che da sempre ci divide. Che ogni volta diventa più pesante, ma di cui ogni volta siamo più consapevoli. Separarci ha fatto un male che le parole non potranno mai esprimere, avrei preferito mi amputassero un braccio senza anestesia e non sto scherzando. Ma ce l'abbiamo fatta, ce la stiamo facendo da circa una settimana e dovremo farcela per tantissimo altro tempo ancora. Mi sento morire e sto male, di notte mi sveglio e lo cerco nel letto e non c'è e scoppio a piangere e ho attacchi d'ansia in momenti a caso della giornata perché mi torna in mente qualcosa - un'espressione, un gesto, uno sguardo e mi manca, mi manca, mi manca... Mi aggrappo ai ricordi che non voglio sbiadiscano troppo in fretta, ma al tempo stesso mi sgretolano perché mi mostrano cosa mi sto perdendo. Quegli occhi potrei guardarli ogni giorno, ogni giorno potrei avere il suo affetto, le sue attenzioni - e invece no. Stringi i pugni, stringi i denti, ingoia le lacrime, scaccia il panico. Sssh, va tutto bene. Soulmates dry your eyes 'cause soulmates never die. Prima ancora che arrivasse lui c'è stata la serata che mi ha cambiato la vita e ridato me stessa, scusate se non ve ne parlo, è talmente mia che la tengo chiusa nella mia gabbia toracica. Dentro l'ipod, in una manciata di fotografie, versata in qualche riga di poco conto. Qualcosa s'è incrinato definitivamente ed in tal modo mi ha - non aperto - sgranato gli occhi, mostrandomi cosa, chi, sono veramente. Una sensazione sconcertante, devastante e meravigliosa. Una malinconica stanchezza mi guida. Sono una marea di cose tutte insieme, che si contraddicono e completano. Sta proprio qui il divertimento, no?

Le cose sembrano andare esattamente come avevo previsto. C'è lui, io mi fingo normale e mangio. Riprendo il peso perso. Lui va via ed io ricomincio da capo. Iniziavo a sentirmi bene, sapete? Mi mancano già quelle costole sporgenti, i vestiti vuoti, la leggerezza quando cammini per strada. Scrivo stanotte ché da domani ricomincio a riprendermi il mio corpo, quello che mi si addice di più, quello vuoto e scavato. 
Sono stata via troppo e mi sono persa troppo di voi.
Ragazze che nemmeno conosco sono passate per di qua e ancora non hanno avuto risposta... Vedrò di rimediare, un passo per volta. Stanca e lontana. Il mondo è un posto ostile ed io mi sento sempre in guerra. Stanca.