In questo istante mi sento leggera, anche se non so quanto peso e ho il terrore di scoprirlo e so con assoluta certezza che non si tratta di un numero accettabile. Non è cambiato nulla dall'ultima volta che ho scritto, mi sarebbe tanto piaciuto venirvi a dire che il mio silenzio era dovuto a tante cose belle da fare che mi tenevano impegnata, come auspicava caffè amaro nell'ultimo commento che mi ha lasciato; beh, purtroppo non è così. Non ho scritto solo perché non avevo un bel niente di nuovo da dire, solo una manciata di cose che non mi andava di raccontare. Tipo i miei vortici che continuano a risucchiarmi, tipo continuare a mangiare da mattina a sera e non sapere se si è più frustrati per questo o per il fatto di non avere più neanche la voglia di vomitare o fare qualsiasi altra cosa per liberarsi di quel cibo, tipo continuare a sprecare in maniera vergognosa le proprie giornate e non riuscire a reagire, e sentirsi dei falliti destinati ad un perpetuo fallimento, a finire con l'essere esattamente tutto ciò che non si voleva diventare. Una persona insoddisfatta, una persona mediocre, incapace delle grandi cose che aveva previsto per sé. Non all'altezza delle aspettative altrui ma soprattutto proprie. E continuare a ripetersi che è tutta questione di volontà, di determinazione, sussurrarsi alla sera che le capacità le si hanno, che la testa non è da buttare, che il cervello non è del tutto marcio, che ce la posso fare – se voglio. Ma sentirsi comunque troppo stanchi per muovere un dito. Non riuscire neanche a continuare, figuriamoci ricominciare! E avere attorno il mondo che va a pezzi, che va a rotoli, a cominciare da quelle uniche due persone che ami che si portano sulle spalle carichi ben più pesanti. E volerci essere, per loro. Alleviare quel peso. E mettere tutto da parte, senza pensarci due volte, senza risentimento alcuno.
Questo è, più o meno, il frattempo nel mio silenzio.
Ho cominciato questo post parlando di leggerezza, però, e di quella voglio parlare, prima che svanisca. E' una leggerezza che viene da qualche risata sincera, penso sia vero che facciano bene alla salute. Sono stata al telefono col mio ragazzo, prima e dopo la sua uscita con gli amici. Ci sono giorni in cui mi riscopro più innamorata che mai, oggi è uno di quelli. Quest'ultimo periodo, anzi. E per me non è la consuetudine. Diciamo che ci ho messo un po' ad arrivarci. Lui ha costruito il suo amore per me in una manciata di mesi, poi l'ha sentito esplodere in un giorno ben preciso. Io, invece, credo di esserne stata quasi travolta, rimanendone stordita, presa alla sprovvista, e sicuramente meno esperta coi sentimenti grandi e veri. Così è capitato che ci ripensassi. E' capitato che dubitassi di quel meraviglioso noi. E' capitato che pensassi che forse la persona giusta per me era totalmente diversa. Ho pensato che, forse, prima di stare in maniera tanto seria e stabile con qualcun altro avessi bisogno di stare ancora da sola e sperimentare l'indipendenza e vivere bastando a se stessi. Sono felice di aver avuto tutti quei forse a girarmi per la testa; felice di averli espressi quando nella testa non entravano più; felice dei momenti di crisi che abbiamo attraversato, di aver provato il gelo quando quei forse rischiavano di trasformare la nostra vita insieme in una delle tante storie da raccontare, felice di aver pianto come mai prima in vita mia, felice di aver avuto paura di rischiare ed avere poi corso tutti i rischi possibili. Perché senza tutto questo non saremmo la coppia che siamo. Perché senza tutto questo io non avrei la minima idea di cosa voglia dire amare, ma amare davvero. L'amore non è come te lo raccontano, quasi mai. Libri e film ci inculcano prototipi di 'amore' a cui, finché non lo proviamo sulla nostra pelle, inevitabilmente crediamo; ma la verità è che ognuno ha bisogno di un amore diverso, particolare, tutto suo. Pensavo di non aspettare altro io, dalla vita. Tanto tempo fa pensavo che quando il ragazzo perfetto si sarebbe presentato alla mia porta dichiarando di amarmi e che sempre mi avrebbe amata, sarei stata magicamente felice e tutti i problemi sarebbero scomparsi. Quando poi è successo, invece, ho avuto paura. Non subito, certo, all'inizio era la favola che si realizzava; dopo intendo, quando non era più solo una favola ma la mia vita. Ho avuto paura. Terrore. Tanto da voler scappare. Solo dopo quasi due anni mi sono accorta di aver detto ti amo senza capire fino in fondo cosa significasse. Mi sono resa conto che ero ancora avvinghiata ai freni per paura di qualcosa che nemmeno avrei saputo dire cosa fosse. E nel momento in cui l'ho capito, non ho potuto più far nulla per impedirmi di mollare la presa. I freni sono andati, e per la prima volta mi ritrovavo in una caduta libera che non dipendeva da me. Per la prima volta, mi lasciavo andare completamente ad un'altra persona. Dandole il mio corpo, i miei sentimenti, il mio cuore – cose che, se qualcosa va storto, certo non ti restituisce nessuno. Ed è stato allora che ho capito perché dicono che l'amore è una cosa tanto devastante. Ho scoperto che vuol dire veramente sentirsi vulnerabili. Ho capito che non era vero, come mi ero imposta fino a quel momento, che avrei potuto benissimo anche fare a meno di lui: non sarei morta se mi avesse lasciata, forse no, ma non sarei andata avanti tanto a cuor leggero. No, perché lo amavo sul serio più di quanto io stessa ero stata in grado di capire. E sono felice di esser stata tanto stupida, tanto fragile, tanto intimidita: altrimenti chissà quanto ci avrei messo. A capire tutto questo, a capire che lui è Lui, nonostante le apparenti diversità e le infinite difficoltà. Ma il nostro motto è diventato “più dura la lotta, più grande il trionfo”. E perché se non avesse visto tutte quelle crepe che mi porto dentro non tornerebbe, ogni tanto, a dirmi con voce decisa “fidati di me”.
E lo so, è un post forse troppo smielato, magari fastidioso, la me di un tempo mi avrebbe odiata se mi avesse vista scrivere queste cose.
Ma ormai sono anche questo: innamorata, senza più paura di ammetterlo.
Che poi, quando ti prendi una cotta per la persona con cui stai da più di due anni, la faccenda è seria.
Tutto il resto è uno schifo. Uno Schifo con la S maiuscola. E anche il fatto che lui non lo vedo da due mesi e ne mancano ancora altri quattro non è che mi faccia impazzire di gioia. Ma almeno c'è. Ed è stupendo.







