venerdì 8 marzo 2013

amore, pensiero e schegge

Ormai quando apro questa pagina rimango come paralizzata, per un momento. C'è il bianco da riempire, e c'è sempre una sorta di vuoto dentro che mi fa chiedere e con cosa lo riempio? Ma la cosa buffa, vedete, la cosa buffa è che in realtà non sono vuota per niente. Spesso mi ci sento, è vero, ma i momenti in cui lo sono stata davvero – e ce ne sono stati, credetemi – sono stati appunto solo momenti: circoscritti, finiti. Non escludo che potrebbe capitare ancora, anzi, mi stupirei se non capitasse più. Però so di non essere una persona vuota. Tanto per cominciare, amo un sacco di cose. Amo il mio ragazzo, nonostante tutto (come dice sempre lui), e la sua voce specie quando assume certe sfumature è una delle cose più belle che conosco. Amo la mia migliore amica, e la certezza del rapporto speciale che ci lega – amo avere qualcuno a cui poter dire qualunque cosa, se voglio, qualcuno che può vedermi nelle condizioni peggiori e qualcuno da contagiare con l'allegria nelle giornate buone. Amo il caffè e ancor di più l'odore del caffè, il calore rassicurante di una tazza la mattina presto, che sia nel tepore di casa o in quello di un bar prima di uscire nel freddo ad aspettare i mezzi. Mi piace dire "grazie e buona giornata!"  col sorriso a chi si è alzato che ancora faceva buio per andare a sgobbare dietro il bancone, e mi piace quando mi augurano "grazie a te, altrettanto!" con l'aria quasi spiazzata come si sorprendessero alla prima minima gentilezza. Amo la musica e la sensazione di sicurezza che mi dà indossare un paio di cuffie, per strada, quando mi sento vulnerabile. Amo i libri, persino quelli che devo studiare, e qualsiasi cosa li riguardi – dalle copertine al modo in cui sono rilegate, prefazioni e postfazioni, note, lo spessore della carta, e mi piace annusarli e maneggiarli e spulciarli fin nei minimi dettagli. Amo tutto ciò che ha a che fare con la cultura. Amo le cose che riescono a destare la mia curiosità. Amo viaggiare e amo sapere che ho ancora così tanti posti da vedere. Mi piace quando penso che malgrado tutto riuscirò a realizzare i miei sogni e obiettivi, mi piace quando mi corre quella scossa di positività lungo la schiena e mi concedo un salto nel futuro, un futuro in cui lavorando mi sono costruita ciò che adesso ho paura di non raggiungere. Mi piace pensare che, malgrado tutto, la mia vita sarà bella, piena, degna di essere vissuta. Amo la notte e amo l'alba, amo stare sveglia fino a tardi così come altre volte amo la beatitudine che si prova a mettersi presto sotto le coperte dopo una doccia scaccia-pensieri alla fine di una dura giornata. Amo imbattermi in persone con cui capitano lunghe conversazioni interessanti e fuori da ogni vincolo e banalità. Mi piace sentire qualcuno che parla bene, che quasi dipinge immagini con la voce. Amo gli abbracci veri, quelli che ti fanno sentire – anche solo per un secondo – come se niente mai più potesse andare storto. Amo la soddisfazione quando riesci in qualcosa che non pensavi fosse alla tua portata. 
Oltre ad amare, poi, l'altra cosa che mi rende consapevole del fatto che non sono vuota è che penso. Penso tanto, e non solo alle solite cose di cui parlo qua. Penso ad un sacco di cose, anche illogiche o totalmente strambe. Pensieri che potrebbero fiorire in qualcosa di bello, forse, creativo in qualche modo. Se solo ne avessi sempre il tempo e la capacità.
Cogito ergo sum, si diceva una volta, penso dunque sono. E credo sia uno di quei “detti" ormai sottovalutati e resi banali da un uso sconsiderato, perché in realtà racchiude un concetto basilare, importante, che non dovremmo dimenticarci. 

Credo di aver dimenticato dov'era che volevo arrivare con tutto ciò. Mi sa che stavo pensando a come, alla fine, aprendo questa pagina io mi riduca a scrivere di dca e dei disastri della mia quotidianità, quando potrei parlare anche di molto altro, spesso. E non so perché succeda. Forse perché qui è l'unico posto in cui posso parlare di questo, sfogarmi di ciò che nascondo al resto del mondo, e parlare d'altro quando scrivo qui sarebbe, in un certo senso, come sprecare l'unica opportunità che mi resta. Credo volessi solo ricordare, a me stessa ed anche a voi che mi conoscete solo per quanto scrivo, che sono anche tanto altro. E lo stesso discorso vale per voi. Lasciamo troppo spesso che la nostra vera personalità venga sbrindellata da un'abbuffata e dal numero sulla bilancia. O messa da parte e dimenticata perché troppo impegnate a rincorrere altro. Beh, ogni tanto, giusto ogni tanto, faremmo bene a ricordarci di qualche altro frammento di noi stesse. Guardarci allo specchio, ma non guardare i corpi che ci disgustano e rattristano: guardarci negli occhi, come se stessimo guardando gli occhi di un'altra persona. E cercare le schegge, frammenti perduti di una persona che un tempo era nostra amica. Stupirci, e andarcene con un sorriso, ripensando a quando...
A quando quella volta...
A quando facevo...
A quando mi piaceva...
Senza malinconia. Piuttosto, con la gioia della scoperta. Cercate, almeno una volta ogni tanto, i pezzi belli di voi. Raccoglieteli, metteteli in una scatola, e non perdeteli. Un giorno, aprendola, scoprirete che ci sono più pezzi di quanti ricordavate. Forse non la aprivate da un po', e non vi ricordate nemmeno cos'era che ci avevate messo dentro. Allora vi verrà voglia di scoprirlo, vi sederete a terra con la scatola in grembo ed inizierete a tirare fuori un pezzo alla volta. Ci saranno cose come amo gli animali e niente mi fa stare bene come correre e giocare col mio cane e mi piace far ridere le persone e poi le fossette quando sorrido e ancora ho tanti colori dentro, anche se da fuori non si vedono, cose personalissime che gli altri vi hanno detto o che sapete solo voi; vi ritroverete con gli occhi lucidi o a sorridere, ed infine avreste il puzzle completo sul pavimento accanto a voi. Allora, forse, riuscireste a capire perché, in fondo, non siete e non siete mai state le persone orribili e inutili che avevate creduto di essere.

8 commenti:

  1. Bellissimo post.
    Semplicemente, ti ringrazio per aver condiviso queste parole.
    Io credo che nessuna persona, in realtà, sia vuota. Dobbiamo solo avere il coraggio di guardare dentro di noi, e scoprirci per quello che siamo veramente.

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  2. Associo lo specchio ad una sfida, che per la maggior parte delle volte si rivela una battaglia persa in partenza con un'immagine che -anche se fosse riflessa- non sarei capace di vedere.
    Però non avevo mai pensato di guardarmi negli occhi, come se fossi un'altra persona. Ci proverò...grazie

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  3. Ho quasi pianto a leggere le tue parole. Ho pensato alle cose lasciate da parte, quelle sepolte in angoli un po' dimenticati. Mi piacerebbe vedere altro allo specchio invece di osservare ossessivamente ciò che vorrei distruggere. E' così difficle. Penso a quello che mi faceva stare bene, ma adesso non c'è più, e non posso riportarlo indietro. Un abbraccio.

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  4. questo post è meraviglioso.
    Sei VIVA...VIVA PIù CHE MAI! <3
    ti stringo più forte che mai.

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  5. Ma io ho sempre saputo con somma certezza che tu sei tanto altro.
    Mi ha fatto piacere vederlo fluire fuori dalle tue dita.
    Ti abbraccio.

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  6. Il mondo interiore che hai dentro è splendido.
    E questo è il post più bello mai letto..
    Ti stringo fortissimo =*

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  7. e io amo leggere i tuoi post...

    nessuno è vuoto. Non si è mai vuoti per definizione stessa della parola. Come il niente, il niente non rimane mai davvero.

    La storia dello specchio vedo che ha lasciato un segno anche a te. Un piccolo "perchè no?".


    ti stringo...

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  8. grazie Jul di quello che hai scritto, io so che sei una persona splendida e ricca dentro, e concordo sul fatto che spesso sui blog scrivete il peggio di voi, la parte terribile dei Dca, ma tu/voi non siete solo questo, siete tanto e meglio di più! p.s. ti ho mandato una mail...

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