giovedì 19 aprile 2012

Random



Non mi faccio viva da un po'. 
Semplice mancanza di voglia, d'ispirazione, di tutto.
E se non ho niente da dire, o non mi va di parlare, 
preferisco starmene in silenzio e non sprecare parole - che sia in forma scritta o a voce.

L'ultima volta che ho scritto mi sentivo lontana - e volevo stare lontana - dalle uniche due persone che in realtà mi sono e sento veramente vicine. Chissà perché finisco sempre col fare così. Forse perché loro sono gli unici che non si limitano a guardarmi superficialmente, ma fanno il possibile per osservarmi. Per mettermi a fuoco, per sapere cos'ho in testa, per capire se quando dico che sto bene sto dicendo la verità o mentendo per l'ennesima volta. E succede che a volte sono io stessa ad essere lontana da me, di conseguenza non riesco ad essere quella che loro conoscono. O semplicemente, voglio nascondermi, ho bisogno di riflettere, di star sola e quant'altro. E succede che mi allontano.
Ma allontanarmi da loro è sempre come partire per un lungo viaggio e poi tornare a casa. Con qualcosa in più, qualcosa di meno, di perso o guadagnato. Quando me ne vado, a volte penso sia per sempre. E invece, ogni volta, non posso far a meno di tornare.

Con L., come sempre, è bastato rivederci una volta e parlare, parlare tanto, parlare di noi e di come stiamo per tornare a volerci più bene di prima. In quest'ultimo periodo ho messo ancor meglio a fuoco il nostro rapporto, che credo sia una delle tante cose che solo io e lei possiamo capire. Già, è l'unica che mi capisce davvero, l'unica a cui non devo nascondere nulla. Senza di lei, vivrei una vita intrisa di menzogne e mezze verità, scivolando sulla superficie delle cose senza immergermi, per mostrare agli altri la persona normale ed equilibrata che non sono mai stata, non sono adesso e probabilmente non sarò mai.
Ho bisogno di lei, di lei che soffre come e più di me e che non sono mai riuscita a vedere felice. Di lei che è bella così, che è bella sempre e non lo vede mai, di lei che è un tesoro che nessuno a parte me ha scoperto. Mi ritengo fortunata in questo, ma spero che prima o poi arrivi a scoprirlo anche quel famoso lui in cui lei non crede più, che potrebbe farla stare bene. Prima o poi, prima o poi...

Con J. invece per la prima volta da quando siamo insieme ho avuto problemi seri. Ho sentito la terra tremarmi sotto i piedi, mi sono sentita come inghiottita in una voragine senza fondo. Non ho passato bei momenti, tutt'altro. Ma anche in questo caso, ne stiamo uscendo più forti di prima. Perché è questo che accade con i rapporti veri, quelli che anche quando ti sembra siano stati spazzati via da un tornado, dopo un po' li vedi rifiorire dal nulla, con la sola forza del sentimento stesso. Credo che entrambi abbiamo imparato qualcosa da questa crisi, credo che entrambi abbiamo qualche consapevolezza in più. Non gli dico ti amo da una vita, ma lo amo da morire e lui per adesso ha paura che non sia più così. Io sorrido, sarò cattiva forse, ma mentre lui s'impegna per (ri)conquistarmi io m'innamoro sempre di più, e quelle due parole aspetto di dirgliele appena ci rivedremo di persona. In via straordinaria riprenderò il treno che mi porterà dritta tra le sue braccia tra circa una settimana e quando sentirò che è il momento giusto... beh, quelle due parole tanto importanti usciranno da sé dalle mie labbra.

La dieta procede a meraviglia, salvo gli sgarri di stasera per via del compleanno di mia sorella.
Al momento, oscillo tra i 45.6, 45.8, 46 kg. Vorrei innanzi tutto un 45 pulito, ma... ecco, quando vado su dal mio ragazzo purtroppo ci ritroviamo sempre in fast-food e posti così perché non possiamo permetterci di mangiare chissà dove e io non voglio fare la rompipalle, quindi volevo un 44 prima di partire così se anche riprendessi 2kg mentre sono via non è un dramma.
Dite che posso riuscirci in una settimana?


P/s: oggi ho comprato degli shorts da H&M, taglia 34.

mercoledì 11 aprile 2012

I miss the old you.


Noi non siamo più noi. Io e lui, non siamo più noi.

La distanza sta uccidendo il nostro rapporto, quello che succede a tutti, quello che noi non avremmo permesso mai. In realtà non abbiamo veri e propri problemi tra noi, ma lui è costantemente depresso - perché gli manco e perché a casa sua proprio non riesce a starci bene. E non reagisce, non ci riesce e credo che in fondo neanche ci provi sul serio. Si lascia andare giù, sempre più giù. A volte mi dice che persino sentirmi lo fa stare peggio, perché gli ricorda ancora di più quanto gli manco. Ed io, che già sono fin troppo confusa su tantissime cose in questo periodo ( compresa la nostra relazione ) non so come comportarmi. Vorrei chiudere forte gli occhi e, nel riaprirli, vedere che magicamente tutto va a meraviglia. Vorrei un'esistenza semplice, per una volta. Vorrei smettere di pensare per un po', vorrei che la smettessimo di pensare entrambi, vorrei uscire di casa e poterlo raggiungere con una corsa, vorrei piombargli addosso con la forza di tutto ciò che ho dentro e vorrei che abbracciandoci venisse dimenticato ogni problema. Vorrei piangere facendo l'amore con lui, lacrime di malinconia e di felicità e lacrime come granelli di sabbia in una clessidra a misurare tutto il tempo senza lui e lacrime come parole di un libro senza punteggiatura, senza fine e senza copertina. 
Ho paura, e mi sento fragile quando fuori splende il sole.

Ieri sera rileggevo tutte le cose che ho scritto di lui e dei momenti che abbiamo passato insieme.
Mi manca il nostro rapporto per com'era, quello delle chiacchierate fino alle tre di notte, quelle di quando si perdeva a raccontarmi le trame infinite dei suoi fumetti ed io gli raccontavo quelle dei miei libri. Quelle di quando mi apriva la porta della sua testa e mi faceva vedere i suoi pensieri stravaganti ed il suo mondo fantasioso, mi mancano le cronache delle sue uscite del sabato sera e sentirmi suonare qualcuna delle nostre canzoni non appena rispondo al telefono. Mi manca tutto questo, ora che quasi sembra che non abbiamo niente da dirci. Poco fa gli ho mandato un messaggio di cui forse mi pentirò. Gli ho detto che tutto questo mi fa stare male, che sicuramente fa male anche al nostro rapporto. Che forse è meglio se per un po' non ci sentiamo. Ho paura, e stavo bene quando stamattina il cielo era grigio e pioveva.
Così non ce la faccio più, I miss the old you.



p a r l a n d o d' a l t r o . . . 
Questo pomeriggio ho fatto una cosa che non mi sarei mai aspettata da me: ho scritto un e-mail ad una psicologa. Non ho mai fatto terapia, nonostante qualche volta ho sentito il desiderio di provare. I motivi che mi bloccavano/bloccano dal farlo sono diversi... Ma ora il bisogno di schiarirmi le idee su diversi aspetti della mia vita è diventato impossibile da ignorare, e sento che da sola non posso farcela. Con mia madre ( né tanto meno con gli altri familiari ) non riesco a parlare di quel che ho dentro. A L. sì, dirò tutto, ma a parte qualche consiglio che potrebbe darmi non credo possa essere lei a risolvermi il casino che ho dentro. Così ho pensato che avere un approccio virtuale con una terapeuta poteva essere un inizio, giusto per vedere se potrebbe essermi utile e se davvero sono pronta a scavarmi dentro. Chissà se mi risponderà.

Le ansie mi divorano, letteralmente.

Almeno, la Dukan va alla grande. Certo, è solo il secondo giorno, ma nessuno sgarro, nessun impulso ad abbuffate, niente pensieri ossessivi riguardo il cibo. In più, mi sento e vedo più sgonfia, il che mi fa stare benissimo. Se la curiosità non ha la meglio prima, pensavo di pesarmi solo alla fine della fase a base di proteine ( ovvero tra tre giorni ), sperando di trovare una bella sorpresa.

martedì 10 aprile 2012

Bienvenue, Pierre!



Mi sento incredibilmente bene. Mia madre tempo fa ha comprato il libro della dieta Dukan, e da oggi l'ha iniziata. Io, ovviamente, non perdo simili occasioni e la seguo a ruota. Le prime settimane prevedono solo proteine, senza limiti di quantità né orari; ma, non credo ci sia bisogno di specificarlo, per me merende e spuntini sono aboliti da sempre ( tralasciando quegli umilianti periodi di binge... ). L'unica concessione che continuo a permettermi è il cappuccino, al quale nonostante tutto non riesco a rinunciare. Ora devo ancora cenare, mi aspetta del pesce giù in cucina, ed è bello sentire lo stomaco che inizia a brontolare e la testa che ogni tanto gira lievemente. Sono sintomi che mi dicono: oggi hai mangiato pochissimo, sei stata brava, e con poche forchettate ti sentirai sazia. Dopo mi preparerò una tazza di tè verde o di tisana depurativa, che sorseggerò lentamente davanti a qualche film.

I miei successi personali sono inversamente proporzionali a quelli sociali: ho praticamente fatto in modo di saltare un possibile appuntamento con L. e ho parlato pochissimo con J. Certo, avevo da fare e su questo non ci piove, ma non avevo nemmeno voglia di vedere né sentire nessuno. Ho bisogno di stare da sola, vorrei solo che questo venisse capito ed accettato e che la smettessero tutti di suscitarmi - volontariamente o meno - quei fastidiosi sensi di colpa. Voglio starmene per i fatti miei, persa nella mia testa, concentrata al massimo sullo studio e immersa nei miei libri. E' davvero così sbagliato?


domenica 8 aprile 2012

I Promise


Io non ho assolutamente idea di come le cose possano cambiare radicalmente
rimanendo esattamente uguali a se stesse.

Questi pochi e brevi giorni di vacanza son stati per me pioggia, bevande calde ed Emma Bovary.
Sono stati giorni abbastanza da denigrare, di cui vergognarsi al solo ripensarci; si, così stupidi, vuoti ma pieni di cibo. Già, perché mi sono coscientemente lasciata andare. L'ho fatto apposta, come in una contorta sfida con me stessa: non sei riuscita a perdere quei miseri due chili che ti eri imposta di strapparti di dosso? Bene, allora mangia quanto ti pare e ingrassa, se è questo che vuoi.
Ma ovviamente no, non è affatto quello che voglio.

Una cosa però è successa, e si tratta di una cosa tanto fondamentale da aver smosso tutto il resto senza far alcun rumore, come polvere che scivola via da un mobile: nessuno se ne accorge sul momento, eppure le superfici lucide appaiono molto più belle. Ecco, io mi sono ritrovata. Evidentemente è stato un processo lento, iniziato una sera in cui mi sono resa conto, pienamente, che mi ero persa. Che io, di me, non sapevo più nulla. E' stata una presa di coscienza che ha fatto male, per una come me che aspira prima di tutto alla piena realizzazione della propria personalità. Non ho fatto nulla per ritrovarmi per il semplice motivo che non conoscevo la strada, evidentemente quando ho iniziato ad allontanarmi non avevo molliche di pane da lasciarmi dietro; sapete com'è, io di pane non ne mangio.
Da qualche parte però, dentro, qualcosa si era smosso. Un piccolo sassolino che inizia a rotolare giù per il pendio può esser causa della più disastrosa delle frane. E le frane, per quanto pericolose e disastrose possano essere, hanno un pregio inestimabile: offrono la possibilità di ricominciare da capo. Ricostruire tutto ripartendo da zero, quello zero a cui nulla si può sottrarre. E puoi scegliere se ricostruire su quello stesso terreno, che adesso sai esser soggetto ai tremiti della terra, o se spostarti dove - si spera - potrai piantare radici più solide.

Ho guardato il mio dentro venir giù in una maniera tanto spaventosa che il National Geographic avrebbe pagato fior fiore di quattrini per farci un servizio. Io ero l'inviata speciale, me ne stavo al riparo su un'altura da cui potevo godermi lo spettacolo - inorridita dalla catastrofe in atto, eppure con indosso un sorrisetto compiaciuto per ciò che, da quella catastrofe, avrei potuto trarre.

Quando tutto è finito, quando finalmente il mondo ha smesso di tremare ed il frastuono sordo ha di nuovo lasciato spazio al silenzio - il mio tanto amato silenzio, la visione che si è prestata ai miei occhi era chiara, limpida e cristallina come un laghetto di montagna: io ero diventata - o stavo diventando, poco importa - l'esatta antitesi di me stessa.
Mi sono trovata costretta ad ammettere che avevo le idee molto più chiare a undici anni che non adesso; mi sono dovuta chiedere scusa mille e mille volte ancora, perché avevo abbandonato tutti i miei ideali e le mie belle idee utopiche, perché avevo preso e chiuso in una scatola di velluto blu tutti i lati più difficili, più spigolosi, più complicati di me, privandomi così di quello che invece era di me l'essenza più profonda. E questo per chi, per cosa?
La risposta che, mio malgrado, ho dovuto darmi a denti stretti è stata: perché non permettevi a nessuno di avvicinarsi. Eri una piccola istrice, che desiderava affetto ed amore più di ogni altra cosa ma se ne privava con le sue stesse mani. I quindici anni furono un nuovo inizio per me. Ed in questo nuovo inizio, inclusi il mio modo di pormi e di rapportarmi agli altri. Forse ho fatto bene, chi lo sa; se non fosse andata così, quasi sicuramente non avrei stretto un legame così con quella che da tre anni a questa parte è la mia migliore amica né avrei potuto sperare di innamorarmi e/o far innamorare qualcuno.
Nonostante questo, non riesco a fare a meno di pentirmi.
Perché di una cosa mi sento totalmente convinta, ovvero che si possa fare a meno di chiunque tranne che di se stessi. Ed io mi rendo conto di aver vissuto anni, senza di me. Anni, capite? Anni a dispensare sorrisi e belle parole e gentilezze, anni a cambiare la mia immagine per parlare al mondo là fuori col semplice modo di vestire, anni a parlare parlare parlare. Vorrei rimangiarmi tutto.
Vorrei riavvolgere il nastro, tornare indietro ed essere quella che voglio essere.
Che probabilmente non piace a nessuno, ma mi appartiene molto di più della marionetta che ha scorrazzato liberamente al mio posto. Sono stanca e stufa di tante cose, che se le elencassi le persone accanto a me inorridirebbero, piangerebbero, non mi riconoscerebbero.

Ne ho già avuto la prova.
La mia migliore amica - diamole un iniziale: L. - già dice che si sente un'estranea capitata per caso nella mia vita; parla di una "nuova me"( senza rendersi conto che non sono cambiata, in realtà sono semplicemente tornata in me ), qualche sera fa addirittura si parlava della nostra amicizia al passato, come fosse finita senza possibilità di recupero. 
Il mio ragazzo - diamo un iniziale anche a lui: J. - è sparito per una giornata intera senza poi darmi nessuna spiegazione chiara, dicendo solo che si trattava di tante cose e che aveva preferito scrivermeli con calma su carta, spedendomi poi le lettere. Percepivo una sorta di astiosa freddezza che non sapevo spiegarmi, e che poi in seguito ho capito: quando gli ho parlato dei miei problemi con L., constatando che lei mi vedeva cambiata, mi ha confessato che le cose di cui aveva preferito scrivermi erano più o meno le stesse e che ti prego però non rimanerci male.

Odio quando mi si chiede di non rimanerci male.
Se non vuoi che io ci rimanga male, evita di fare qualunque cosa che potrebbe causare il mio dispiacere.
Altrimenti ti prendi le conseguenze e le mie reazioni per quello che sono.
( tanto, fino ad oggi le ho mascherate e plasmate alla perfezione per ogni circostanza e persona, proprio per non far dispiacere a nessuno, che povera stupida!, ma adesso basta, adesso reciterò solo quando voglio io )
Queste fantomatiche lettere devono ancora arrivare, non so che aspettarmi, probabilmente ci troverò parole che mi causeranno qualche altra crepa, dentro. 

Di fronte a tutto ciò, la mia reazione è la stessa mentre contemplavo la mia disfatta interiore: inorridisco e al tempo stesso me ne compiaccio. Per tutto questo tempo, ho continuato ad assicurare a chiunque oltrepassasse la soglia costruendo con me un rapporto importante che io non ero la bella persona che sembravo, anzi, ero una persona orribile.
Nessuno ha voluto credermi.
Beh, eccovi serviti.


E dalle mie macerie io riparto.
Finite queste vacanze farò il mio secondo tatuaggio,
forse tingerò i capelli,
studierò più di quanto io abbia mai fatto
e non mi piegherò mai più alla mediocrità.

Non m'interessa essere la perfezione assoluta;
voglio essere solo la piena realizzazione di me stessa.

Parlare solo se necessario, ridere e sorridere 
solo se mi va o, al massimo,
se proprio la situazione lo richiede.

Le ossa saranno il mio confine,
pertanto voglio dimagrire quanto basta
affinché sia chiaramente visibile.

Ma anche quando sarò esile e minuta, 
voglio continuare a mangiare il minimo indispensabile
perché l'eleganza e la grazia stanno nella misura.

Per quest'estate sarò la migliore versione di me
che il mondo abbia mai visto.

I Promise.