domenica 8 aprile 2012

I Promise


Io non ho assolutamente idea di come le cose possano cambiare radicalmente
rimanendo esattamente uguali a se stesse.

Questi pochi e brevi giorni di vacanza son stati per me pioggia, bevande calde ed Emma Bovary.
Sono stati giorni abbastanza da denigrare, di cui vergognarsi al solo ripensarci; si, così stupidi, vuoti ma pieni di cibo. Già, perché mi sono coscientemente lasciata andare. L'ho fatto apposta, come in una contorta sfida con me stessa: non sei riuscita a perdere quei miseri due chili che ti eri imposta di strapparti di dosso? Bene, allora mangia quanto ti pare e ingrassa, se è questo che vuoi.
Ma ovviamente no, non è affatto quello che voglio.

Una cosa però è successa, e si tratta di una cosa tanto fondamentale da aver smosso tutto il resto senza far alcun rumore, come polvere che scivola via da un mobile: nessuno se ne accorge sul momento, eppure le superfici lucide appaiono molto più belle. Ecco, io mi sono ritrovata. Evidentemente è stato un processo lento, iniziato una sera in cui mi sono resa conto, pienamente, che mi ero persa. Che io, di me, non sapevo più nulla. E' stata una presa di coscienza che ha fatto male, per una come me che aspira prima di tutto alla piena realizzazione della propria personalità. Non ho fatto nulla per ritrovarmi per il semplice motivo che non conoscevo la strada, evidentemente quando ho iniziato ad allontanarmi non avevo molliche di pane da lasciarmi dietro; sapete com'è, io di pane non ne mangio.
Da qualche parte però, dentro, qualcosa si era smosso. Un piccolo sassolino che inizia a rotolare giù per il pendio può esser causa della più disastrosa delle frane. E le frane, per quanto pericolose e disastrose possano essere, hanno un pregio inestimabile: offrono la possibilità di ricominciare da capo. Ricostruire tutto ripartendo da zero, quello zero a cui nulla si può sottrarre. E puoi scegliere se ricostruire su quello stesso terreno, che adesso sai esser soggetto ai tremiti della terra, o se spostarti dove - si spera - potrai piantare radici più solide.

Ho guardato il mio dentro venir giù in una maniera tanto spaventosa che il National Geographic avrebbe pagato fior fiore di quattrini per farci un servizio. Io ero l'inviata speciale, me ne stavo al riparo su un'altura da cui potevo godermi lo spettacolo - inorridita dalla catastrofe in atto, eppure con indosso un sorrisetto compiaciuto per ciò che, da quella catastrofe, avrei potuto trarre.

Quando tutto è finito, quando finalmente il mondo ha smesso di tremare ed il frastuono sordo ha di nuovo lasciato spazio al silenzio - il mio tanto amato silenzio, la visione che si è prestata ai miei occhi era chiara, limpida e cristallina come un laghetto di montagna: io ero diventata - o stavo diventando, poco importa - l'esatta antitesi di me stessa.
Mi sono trovata costretta ad ammettere che avevo le idee molto più chiare a undici anni che non adesso; mi sono dovuta chiedere scusa mille e mille volte ancora, perché avevo abbandonato tutti i miei ideali e le mie belle idee utopiche, perché avevo preso e chiuso in una scatola di velluto blu tutti i lati più difficili, più spigolosi, più complicati di me, privandomi così di quello che invece era di me l'essenza più profonda. E questo per chi, per cosa?
La risposta che, mio malgrado, ho dovuto darmi a denti stretti è stata: perché non permettevi a nessuno di avvicinarsi. Eri una piccola istrice, che desiderava affetto ed amore più di ogni altra cosa ma se ne privava con le sue stesse mani. I quindici anni furono un nuovo inizio per me. Ed in questo nuovo inizio, inclusi il mio modo di pormi e di rapportarmi agli altri. Forse ho fatto bene, chi lo sa; se non fosse andata così, quasi sicuramente non avrei stretto un legame così con quella che da tre anni a questa parte è la mia migliore amica né avrei potuto sperare di innamorarmi e/o far innamorare qualcuno.
Nonostante questo, non riesco a fare a meno di pentirmi.
Perché di una cosa mi sento totalmente convinta, ovvero che si possa fare a meno di chiunque tranne che di se stessi. Ed io mi rendo conto di aver vissuto anni, senza di me. Anni, capite? Anni a dispensare sorrisi e belle parole e gentilezze, anni a cambiare la mia immagine per parlare al mondo là fuori col semplice modo di vestire, anni a parlare parlare parlare. Vorrei rimangiarmi tutto.
Vorrei riavvolgere il nastro, tornare indietro ed essere quella che voglio essere.
Che probabilmente non piace a nessuno, ma mi appartiene molto di più della marionetta che ha scorrazzato liberamente al mio posto. Sono stanca e stufa di tante cose, che se le elencassi le persone accanto a me inorridirebbero, piangerebbero, non mi riconoscerebbero.

Ne ho già avuto la prova.
La mia migliore amica - diamole un iniziale: L. - già dice che si sente un'estranea capitata per caso nella mia vita; parla di una "nuova me"( senza rendersi conto che non sono cambiata, in realtà sono semplicemente tornata in me ), qualche sera fa addirittura si parlava della nostra amicizia al passato, come fosse finita senza possibilità di recupero. 
Il mio ragazzo - diamo un iniziale anche a lui: J. - è sparito per una giornata intera senza poi darmi nessuna spiegazione chiara, dicendo solo che si trattava di tante cose e che aveva preferito scrivermeli con calma su carta, spedendomi poi le lettere. Percepivo una sorta di astiosa freddezza che non sapevo spiegarmi, e che poi in seguito ho capito: quando gli ho parlato dei miei problemi con L., constatando che lei mi vedeva cambiata, mi ha confessato che le cose di cui aveva preferito scrivermi erano più o meno le stesse e che ti prego però non rimanerci male.

Odio quando mi si chiede di non rimanerci male.
Se non vuoi che io ci rimanga male, evita di fare qualunque cosa che potrebbe causare il mio dispiacere.
Altrimenti ti prendi le conseguenze e le mie reazioni per quello che sono.
( tanto, fino ad oggi le ho mascherate e plasmate alla perfezione per ogni circostanza e persona, proprio per non far dispiacere a nessuno, che povera stupida!, ma adesso basta, adesso reciterò solo quando voglio io )
Queste fantomatiche lettere devono ancora arrivare, non so che aspettarmi, probabilmente ci troverò parole che mi causeranno qualche altra crepa, dentro. 

Di fronte a tutto ciò, la mia reazione è la stessa mentre contemplavo la mia disfatta interiore: inorridisco e al tempo stesso me ne compiaccio. Per tutto questo tempo, ho continuato ad assicurare a chiunque oltrepassasse la soglia costruendo con me un rapporto importante che io non ero la bella persona che sembravo, anzi, ero una persona orribile.
Nessuno ha voluto credermi.
Beh, eccovi serviti.


E dalle mie macerie io riparto.
Finite queste vacanze farò il mio secondo tatuaggio,
forse tingerò i capelli,
studierò più di quanto io abbia mai fatto
e non mi piegherò mai più alla mediocrità.

Non m'interessa essere la perfezione assoluta;
voglio essere solo la piena realizzazione di me stessa.

Parlare solo se necessario, ridere e sorridere 
solo se mi va o, al massimo,
se proprio la situazione lo richiede.

Le ossa saranno il mio confine,
pertanto voglio dimagrire quanto basta
affinché sia chiaramente visibile.

Ma anche quando sarò esile e minuta, 
voglio continuare a mangiare il minimo indispensabile
perché l'eleganza e la grazia stanno nella misura.

Per quest'estate sarò la migliore versione di me
che il mondo abbia mai visto.

I Promise.



4 commenti:

  1. Essere perfettamente sè stessi conta più dell'essere perfetti in assoluto. E scegliere di essere sè stessi, con tutte le sue conseguenze, è la cosa più nobile e coraggiosa che si possa fare.

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  2. La tua frana ti ha salvata. Spesso ci adattiamo per piacere alle persone che ci circondano dimenticando però che il loro punto di vista non è sempre il più giusto.

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  3. ciao cara, ho trovato il tuo blog per caso, l'ennesima sorella in questa follia. Mi piace veramente come scrivi, ti seguirò con piacere. Anche io ho bisogno di ritrovarmi, perchè mi sono persa fin troppe volte...per ora l'unica cosa che posso fare è ricominciare l'ennesima volta. Sperando che quella parte di me che odio non riemerga per fermare tutto e che mi lasci distruggermi in pace. Un bacio :*

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  4. Oh piccola,
    Mi hai letto nel cuore.

    Ogni lacrima donera' forza alla tua anima.
    Ho fiducia, in te..

    Un abbraccio

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