voglio scrivervi
non riuscirci mi manda in bestia
vorrei lasciarvi valanghe di commenti
resto muta davanti alle vostre urla controllate
non mi piace proprio niente questa sera
questa settimana
questo mese
quest'anno
solo lui, che comunque è lontano e non può dormire abbracciandomi forte
e io ho gli incubi. e io ho freddo, da morire, non importa quanto mi copro. e io non dormo. e io.
Sembra come se il mio mondo, strano e spoglio, all'improvviso si fosse ribaltato. Lei ha ammesso tutto, ha confessato tutti i suoi problemi, ora vede una psicologa e sta combattendo i suoi demoni; ci sto mettendo l'anima per aiutarla, e in silenzio mi sto prosciugando. Ci sono ventiquattro ore su ventiquattro per lei, non scherzo, non esagero, dico sul serio. E' così da sempre ma in questo periodo ancor di più - ci sono se ha bisogno di parlare, ci sono se ha paura, ci sono per permetterle di sfogarsi, ci sono per abbracciala, ci sono per fare la cogliona e farla ridere e distrarre con le cose più stupide. Ma per una strana questione di equilibri, do tutto per tirar fuori lei ed io sprofondo ogni giorno un po' di più. Spero solo che stia bene, voglio che stia bene, deve stare bene.
44 kg. In due giorni di nuovo 46. Tra due giorni saranno di nuovo 44. Tra quattro forse 42.
Lei è la mia migliore amica, lei è la mia vita, lei ha i miei stessi problemi, lei adesso è lontana anni luce ed io non ci sono abituata. Le dico sempre che sto bene perché voglio che pensi soltanto a se stessa. Fino ad ora non le avevo mentito quasi mai, e quando lo facevo la menzogna durava giusto il tempo che lei impiegava a tirarmi fuori la verità. Mi manca. Mi manca aver qualcuno a cui dire quel che veramente ho nella testa. Perché sto malissimo. Perché basta un niente a farmi cadere, e la caduta non finisce mai, il fondo è lontanissimo e non so se lo raggiungerò un giorno. Perché mi sento sola. Perché non mi sento. Perché odio tutto di me, con una forza ed una razionalità tali che hanno dell'assurdo. Perché nonostante qualche risultato lo ottengo, non provo alcuna soddisfazione. Anzi, spesso il frutto del mio operato m'ispira idee di distruzione. Così come lo specchio quando ci passo davanti. Così come me stessa quando mi penso. Convivo con la voglia di piangere e non piango mai. Passeggio avanti e indietro per la mia stanza cantando sottovoce. Esco e faccio la vita di sempre, con la faccia di sempre, coi sorrisi ed i gesti di sempre. Ma ho le mani ed il cuore gelati. Lui dall'altra parte del telefono si preoccupa per me, so che mi sta vicino, so che se fosse qui mi terrebbe stretta tutte le volte che mi sento così stanca da pensare di essere al capolinea. Ma nel frattempo non c'è. Materialmente, non è qui. Ed io a me devo pensarci da sola, ora più che mai, come sempre. Sono stanca, e quasi quasi mi preferivo incazzata col mondo piuttosto che così vulnerabile e triste. Questo post non dice niente, ve lo giuro, è niente. Non ci riesco ad esprimere quel che ho dentro.
non riuscirci mi manda in bestia
vorrei lasciarvi valanghe di commenti
resto muta davanti alle vostre urla controllate
non mi piace proprio niente questa sera
questa settimana
questo mese
quest'anno
solo lui, che comunque è lontano e non può dormire abbracciandomi forte
e io ho gli incubi. e io ho freddo, da morire, non importa quanto mi copro. e io non dormo. e io.
Sembra come se il mio mondo, strano e spoglio, all'improvviso si fosse ribaltato. Lei ha ammesso tutto, ha confessato tutti i suoi problemi, ora vede una psicologa e sta combattendo i suoi demoni; ci sto mettendo l'anima per aiutarla, e in silenzio mi sto prosciugando. Ci sono ventiquattro ore su ventiquattro per lei, non scherzo, non esagero, dico sul serio. E' così da sempre ma in questo periodo ancor di più - ci sono se ha bisogno di parlare, ci sono se ha paura, ci sono per permetterle di sfogarsi, ci sono per abbracciala, ci sono per fare la cogliona e farla ridere e distrarre con le cose più stupide. Ma per una strana questione di equilibri, do tutto per tirar fuori lei ed io sprofondo ogni giorno un po' di più. Spero solo che stia bene, voglio che stia bene, deve stare bene.
44 kg. In due giorni di nuovo 46. Tra due giorni saranno di nuovo 44. Tra quattro forse 42.
Lei è la mia migliore amica, lei è la mia vita, lei ha i miei stessi problemi, lei adesso è lontana anni luce ed io non ci sono abituata. Le dico sempre che sto bene perché voglio che pensi soltanto a se stessa. Fino ad ora non le avevo mentito quasi mai, e quando lo facevo la menzogna durava giusto il tempo che lei impiegava a tirarmi fuori la verità. Mi manca. Mi manca aver qualcuno a cui dire quel che veramente ho nella testa. Perché sto malissimo. Perché basta un niente a farmi cadere, e la caduta non finisce mai, il fondo è lontanissimo e non so se lo raggiungerò un giorno. Perché mi sento sola. Perché non mi sento. Perché odio tutto di me, con una forza ed una razionalità tali che hanno dell'assurdo. Perché nonostante qualche risultato lo ottengo, non provo alcuna soddisfazione. Anzi, spesso il frutto del mio operato m'ispira idee di distruzione. Così come lo specchio quando ci passo davanti. Così come me stessa quando mi penso. Convivo con la voglia di piangere e non piango mai. Passeggio avanti e indietro per la mia stanza cantando sottovoce. Esco e faccio la vita di sempre, con la faccia di sempre, coi sorrisi ed i gesti di sempre. Ma ho le mani ed il cuore gelati. Lui dall'altra parte del telefono si preoccupa per me, so che mi sta vicino, so che se fosse qui mi terrebbe stretta tutte le volte che mi sento così stanca da pensare di essere al capolinea. Ma nel frattempo non c'è. Materialmente, non è qui. Ed io a me devo pensarci da sola, ora più che mai, come sempre. Sono stanca, e quasi quasi mi preferivo incazzata col mondo piuttosto che così vulnerabile e triste. Questo post non dice niente, ve lo giuro, è niente. Non ci riesco ad esprimere quel che ho dentro.




