venerdì 19 aprile 2013

Dovute spiegazioni.

Il motivo per cui ho chiuso all'improvviso il blog è questo. Se cliccate vi si aprirà sullo schermo un'altra finestra, una finestra su un'altra vita, raccontata a piccole dosi da una ragazza come tante, una come noi. Una con la sua storia di abbuffate e digiuni e cicatrici sulle braccia. Niente di nuovo, no? Peccato che quella ragazza per me non è affatto “una come tante”: è la mia migliore amica. Sì, esatto, quella di cui ho sempre parlato qui, quella per cui ho fatto e farei di tutto, quella che senza è peggio che senza una gamba o un braccio. Bene, improvvisamente mi ha detto che stava pensando di aprire un blog e mi ha chiesto come si facesse, e a me è preso un colpo. Spero che non mi giudicherete male per questo, che non mi riterrete falsa, bugiarda, una che riesce a prendere in giro persino chi dice di amare tanto. E' obiettivamente ingiusto che io le tenga nascosto quanto scrivo qui, mentre lei non solo mi dice tutto quotidianamente ma non ha esitato a condividere con me anche quanto voleva scrivere qui; provo a spiegare cos'è che mi porta a comportarmi così. Ho aperto questo blog in uno dei tanti “momenti no”. Avevo bisogno di sfogarmi e farlo in un modo che desse riscontri, che mi facesse sentire ascoltata e capita: la carta non era più sufficiente e con le persone a me vicine, per un motivo o per un altro, non riuscivo ad aprirmi. Così sono arrivata qui, ho trovato voi, e da allora mi sono sentita bene anche nei momenti peggiori perché oltre ogni mio blocco mentale e comportamentale potevo aprire questo spazio e liberarmi di tutto ciò che mi opprimeva. Scrivere mi riesce molto meglio che parlare, l'ho detto tante volte, e questo blog mi ha dato l'opportunità di sfogarmi scrivendo ed essere al contempo "ascoltata" da qualcuno. Credo sia tra i  motivi principali per cui tutte noi siamo qui, quello di sentirci al sicuro come se fossimo da sole davanti al nostro diario segreto, però poi troviamo anche incoraggiamenti, parole di conforto, consigli – accettazione e comprensione. Al di là di questo, sono una persona che ha sempre bisogno di un punto di fuga dalla realtà, anche dal punto di vista delle relazioni. Lo sappiamo tutti, avere un rapporto con chicchessia, anche la persona che più ti ama e meglio ti conosce al mondo, ti porta ad essere quel che quella persona vede; e su 360° ce ne saranno sempre un paio che sfuggiranno. Per questo mi capita di intraprendere amicizie virtuali che mollo nel giro di un paio di settimane, solo per concedermi di essere quei due gradi che quotidianamente non sono. Stessa cosa, ma a livello molto più ampio, per quanto riguarda questo blog. Io qui condivido emozioni e pensieri e ragionamenti che non mi escono fuori da nessun altra parte. E ci sono periodi in cui mi risulta necessario, fondamentale.
Ora, se io le svelassi soltanto adesso l'esistenza di questo blog – o più che altro, se iniziasse a leggerlo adesso – ho paura che ci resterebbe male. Non tanto per il fatto che gliel'ho tenuto nascosto in sé, quanto perché leggendo scoprirebbe di tutti i momenti no o pensieri o situazioni di cui non le ho parlato. Ci resterebbe male per un'infinità di motivi: perché avrebbe la sensazione che non ho condiviso niente di importante con lei, che non le ho lasciato rivestire a pieno quel ruolo di “migliore amica”, che non l'ho cercata quando avevo bisogno di qualcuno. Ma io non l'ho fatto per cattiveria, giuro. I motivi sono semplicemente due: perché tengo più a lei che a me stessa e ci sono stati periodi in cui non volevo addossarle anche i miei di problemi, o semplicemente perché non riuscivo a confidarmi con nessuno. Quindi, se anche adesso che anche lei è qui potrei desiderare dirglielo, non me la sento di farlo, perché è già un momento difficile sotto tanti aspetti e non voglio assolutamente rischiare che nascano incomprensioni per cose che è meglio lasciare come stanno; in secondo luogo, perché tutta la relativa libertà che mi ha dato sapere di potermi sfogare qui verrebbe intaccata e ridotta. Per logiche conseguenze. Mettiamo che lei mi dice di sentirsi molto giù, io la invito ad uscire e per tutto il pomeriggio faccio l'idiota su di giri per tirarle su il morale e se per caso mi chiede come sto le rispondo "bene"; poi torno a casa e la sera scrivo qui un papirone su quanto mi sento una merda, e lei dopo lo legge. Come andrebbe poi? Mi chiederebbe perché non le ho detto niente, forse si sentirebbe in colpa per non averlo capito, e a quel punto forse inizierei a scrivere cose finte per evitare tutto questo.
E' una questione complicata, potrebbe aver senso solo per me, può darsi che sono una merda e basta ed è inutile che cerco di giustificarmi. Il punto è solo questo: non volevo che trovasse me in questo spazio. Ho bisogno di scrivere qui e non voglio che qualcuno che mi conosce davvero legga, perché a quel punto non scriverei più quel che sento veramente. Perché quel che voglio condividere con chi conosco realmente è altro. Perché non voglio addossare a loro i miei problemi. Ho sempre cercato di essere un sostegno e benché spesso mi è pesato essere quella che ascolta e non quella che viene ascoltata, preferisco così perché sono più brava ad ascoltare che non a confidarmi. E' difficile ed è sbagliato, ma ho trovato una specie di equilibrio. E ho bisogno che resti così.
Però ve lo chiedo con tutto il cuore, come favore personale quasi: andate a leggerla. Fatele compagnia, commentatela, datele il sostegno di cui ha bisogno. Sta passando un momento bruttissimo e sentire il vostro affetto sia pur virtualmente, sono sicura che un po' la aiuterebbe. Si sta anche già facendo le pare che quel che scrive non è interessante e che non importa a nessuno. Dimostratele il contrario. Anche perché scrive molto bene e se inizierete a conoscerla di più non potrete non amarla, credetemi. 
Però non ditele niente di me, di questo blog, vi prego. Mi fido di voi, tanto che ho confessato tutto questo. Già che ci sono, quella certa Nice sono io. Può darsi che vi abbia commentate anche con quell'account. E' il nick con cui gestisco il mio blog pubblico: Aneurysm, dove scrivo principalmente di libri ma anche pensieri a caso, quando sono ispirata. Se ci passate mi fa piacere, solo niente riferimenti a "Julien". Quello davvero lo leggono persone che mi conoscono, compreso il mio ragazzo.
Bene, non ho molto da aggiungere al momento.
Ero al secondo giorno di dieta e stava andando tutto per il meglio, ma oggi è il compleanno di mia sorella, pranzo, buffet, dolci... Il mio umore cola a picco ad ogni schifezza che ingurgito. 
Stasera finirà molto male, lo so. 

Vi abbraccio

3 commenti:

  1. Sei tu Nice?ma che sorpresa!
    allora saprai che ti ho letta e commentata anche lì..
    e so della tua amica..
    l'ho trovata proprio tramite 'Aneurysm'..
    e la seguo già..
    deve essere una ragazza molto fragile..che ha bisogno di continue conferme..
    e lo dico perchè fai bene a non dirle niente..
    le spezzeresti il cuore..
    ha anche già parlato di te nel blog..
    ed è vero..scrive molto bene..
    sono contenta di averla conosciuta..


    ti abbraccio

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  2. Quello che si fa per amore di un'amica, è al di là di ogni spiegazione e giustificazione, nonchè giudizio di valore.
    Questo, senz'ombra di dubbio.

    Provo però a fare l' "avvocato del diavolo" e a farti vedere le cose sotto un altro punto di vista.
    Così facendo, stai decidendo tu per lei. Cosa pensi che succederebbe se scappasse fuori qualcosa, in qualche modo, e lei scoprisse che, pur con tutta l'amicizia che provi per lei, non le hai dato la possibilità di scegliere?

    Non mi franitendere, questa non vuole assolutamente essere una velata critica al tuo operato. E' semplicemente un spunto che viene dalla mia esperienza di vita. In tutt'altro contesto, è venuto fuori da vie trasverse che un mio carissimo amico mi aveva tenute nascoste delle cose per proteggermi. Sapere che lui mi voleva così bene da cercare di proteggermi rispetto a cose su di lui che avrebbero potuto farmi male, mi ha fatto piacere e mi ha fatto capire quanto anche lui mi ha sempre voluto bene. Però ci sono comunque rimasta male del fatto che non mi abbia dato la possibilità di scegliere se stargli vicino o meno in certi momenti, essendo io all'oscuro di certe cose.
    E mi chiedo come sarebbe andata invece se io le avessi sapute prima.
    Tutto qui.

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  3. Capisco ciò che intendi. penso che per questo ogni tanto sia necessario l'anonimato. Che bello leggerti di nuovo, quella maledetta e-mail mi ha fatto penare :)
    Ti stringo,
    Ima

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