❛ ...l'altro aveva un'aria da spettro prigioniero di un inverno senza fine. ❜
- La figlia della fortuna, Isabel Allende
Alla fine penso che tutti, ma proprio tutti, finiamo di tanto in tanto fuori strada. Fuori dal percorso. Non voglio dire fuori da quello giusto, perché quel che è giusto o no è fin troppo difficile da stabilire. Alle volte può essere persino giusto che capiti una cosa tremendamente sbagliata - per dire. Quei classici errori o brutti episodi o sgambetti del destino che: insegnano, formano il carattere, fanno crescere.
Quel genere di cose per cui la gente dopo dice: «dovevi sbatterci la testa da solo per capirlo!»
Ma non è di questo che parlo. Può anche capitare di uscire dal percorso e basta, senza che capiti nulla di male o devastante ma nemmeno niente di bello o utile. Semplicemente metti piede fuori dal sentiero e inizi a vagare alla cieca per i boschi: non incontri nessun lupo, però non trovi la casa della nonna, e nel frattempo perdi tempo - perdi tempo e te stessa. Inizi a stancarti, inizi persino a dimenticarti perché sei uscita, cos'è che dovevi fare quel giorno, come e perché sei finita lì e soprattutto cosa diamine dovresti fare adesso che ormai ci sei. Alberi, alberi, alberi - buio - ogni tanto incappi in una stradina, inizi a percorrerla e dopo - diciamo - cinque passi ti sembra di riconoscerla, ti sembra quel che avevi perso all'inizio, l'entusiasmo ti pervade all'istante, te ne lasci travolgere e per la voglia di credere che sia veramente così te ne convinci totalmente. Salvo renderti conto, poco dopo, che non era affatto così. Che era solo un'altra strada inutile, che alla fine ti avrebbe gettata di nuovo nella confusione degli alberi tutti uguali. Di nuovo sola, spaurita, confusa, a sbandare e girare in circolo inutilmente.
Ora, in questi casi, non è che le possibilità siano molte: serve che qualcuno deciso e determinato, con la mente lucida e le idee chiare, venga a cercarti, ti prenda per mano e ti piazzi sul sentiero che non riuscivi più a trovare. E già che c'è, che ti dia anche una bella spinta e ti ricordi di non sviare, ma proseguire dritto fino in fondo. Fino alla meta, all'obiettivo - fino a casa.
Casa non è un luogo, casa può essere tante cose. Casa è qualunque cosa ti faccia sentire talmente bene da metterti completamente a tuo agio, come i pigiami invernali sotto ai piumoni, i cappuccini caldi la mattina, le coccole con la pioggia che bussa alle finestre. Casa è un luogo, un momento, un ruolo, una persona da cui non senti, mai, la necessità di fuggire, andar via, allontanarti. E se lo fai, lo fai con la consapevolezza che tornerai, che vuoi tornarci. Mentre sei via pensi che ti manca. E quando torni tiri un sospiro e dici: ah!, finalmente!, casa!
Io provo questa sensazione, sempre, con la mia migliore amica.
Io provo questa sensazione, sempre, quando riabbraccio lui, finalmente, dopo quei lunghi mesi immobili - in quel momento, un istante solo, ricomponiamo tutti quei pezzi che sembravano frantumarsi, sgretolarsi, sbriciolarsi, cadere e decadere, andare perduti per sempre come le chiavi di tutte le porte chiuse senza fragore né cattive intenzioni, solo perché non mi afferri ed io spesso non ho la forza di allungare abbastanza la mano.
Io provo questa sensazione, sempre, quando mi lascio pervadere dal calore che suscitano dentro quei gesti di incredibile dolcezza pura e semplice. Tipo un sei bella vero e sincero, tipo mia madre che mi prepara il cappuccino con dolcificante da 0 kcal però poi ci spolvera su del cacao - e io, ve lo giuro, il cappuccino è una delle cose che preferisco al mondo -, tipo due mani che arrivano inaspettatamente ad allacciarti il ciondolo dietro al collo, o la cerniera di un vestito che nemmeno avevi il coraggio di mettere. Tipo tutti quei piccoli gesti che si fanno, per chiunque sia, per puro e semplice amore. Sapete, sto imparando che in realtà l'amore non è tanto nella passione travolgente, nel tumulto di emozioni, nell'organismo in subbuglio e il cervello in pappa - anche, a volte. Ma poi, l'amore, quello vero, quello che dura è più che altro nelle piccole reciproche attenzioni. Nel prendersi cura, anche solo silenziosamente e tacitamente, l'uno dell'altra. E anzi, forse non solo quel tipo di amore. Probabilmente la buona ricetta dei rapporti umani in generale è tutta qua: avere rispetto e premura reciproca. Ascoltarsi, parlarsi, litigare anche ma tenendosi per mano. Stupirsi di continuo e non pensare mai, per nessun motivo, di conoscere davvero quella persona. Non perché potrebbe rivelarsi diversa da un giorno all'altro, ma semplicemente perché ogni essere umano nel suo piccolo è infinito e non finiremo mai di scavare negli occhi di chi amiamo. Ogni giorno avremo qualcosa da imparare.
Io, comunque, provo quel tipo di sensazione, sempre, anche quando torna l'inverno.
Quando tengo un gatto sulle ginocchia che si abbandona alle fusa, quando vedo mia sorella sorridere di cuore perché le dedico del tempo e delle attenzioni, quando vado dai miei nonni dove è veramente ed in tutti i sensi casa, quando riesco a lasciarmi andare e scrivo qualcosa di vero, quando così di rado riesco a guardarmi allo specchio e sentirmi bene - è capitato persino di sorridermi, ci credete? Una volta o due, ma è successo - quando mangio qualcosa di buono e lo assaporo senza farmi problemi perché decido che per quel giorno posso, per quel giorno lo merito. Quando torno bambina e, anche solo per un istante, riesco a sentirmi leggera dentro e tanto spensierata da aver voglia di colorare e fare collane di fragole di bosco appena colte.
Io provo quella sensazione, sempre, appena metto piede nel mondo della Letteratura.
Uno dei miei tanti problemi è, però, che ho troppi motivi per fuggire. Quando ancora non ne ho li precedo, andando a perdermi prima di rischiare di averli alle calcagna. Sono stanca di sentire il lupo cattivo a due passi da me e al contempo convinta che ce ne sarà sempre e comunque uno da cui dovermi guardare bene. E così finisco a vagare alla cieca tra gli alberi, di continuo. Inutilmente. Solo ed esclusivamente per colpa mia. Ma ho la fortuna di avere attorno a me persone che, nonostante tutto, se ne accorgono e una volta per uno arrivano a prendermi e rimettermi al mio posto. Mi buttano verbalmente una secchiata d'acqua in faccia, e mi risvegliano.
Mi ricordano che io amo.
Mi ricordano che io sono.
Mi ricordano che io voglio - e se voglio davvero, allora posso.
Nell'abitacolo di una macchina col buio attorno la mia migliore amica mi fa vedere che stavo sbagliando anch'io con lui, che forse stavo iniziando a pretendere senza dare altrettanto - così poco dopo mi sorprendo a rientrare in camera accompagnata dal costante freddo irriducibile, cedendo al bisogno di dormire scaldata dalle sue braccia. Ancora una volta, come mio solito, stavo spegnendo i miei sentimenti per non sentire il dolore della mancanza. Le sue parole hanno fatto breccia nel mio scudo ancora in costruzione e in un attimo nella mia mente sono passati frammenti del nostro mese insieme. Allora ho capito, sono corsa indietro - non era difficile perché non era affatto troppo tardi - e sono scivolata - metaforicamente - in un suo abbraccio, sorridendo riappacificata e senza smania di fuggire.
Un paio di giorni dopo la mia ex prof di letteratura prende in mano una cartella contenente la maggior parte della roba che ho scritto negli ultimi tempi, se la porta via sottobraccio e mi lascia - senza rendersene conto - con un bel calcio sul sedere che mi scombussola tutti i piani, mi manda in confusione ma soprattutto mi restituisce a me stessa: perché non fai Lettere?
La domanda la lascio aperta e momentaneamente senza risposte.
E' che le paure di sottofondo continuano a farmi temere di girare in circolo ancora e ancora e ancora.
Vorrei azzerare i miei errori così da avere ancora in mano la mia sicurezza perduta, bruciata come gli anni di chi vive troppo troppo in fretta. Quella di quand'ero una persona con dei sogni e degli obiettivi precisi e che sarebbe andata contro tutto e tutti per realizzarli. Ma io subisco il processo inverso e più passa il tempo meno credo in me - come sentissi già le future voci di padri zii familiari e conoscenti che puntano il dito dicendo che, come previsto, nella vita non hai concluso niente.
Un tempo ero così certa che sarei riuscita a dimostrare chi ero e cosa sapevo fare, a dimostrare che quel che volevo non era sbagliato. E se c'è una cosa che vorrei indietro, tra le tante che ho perduto, è proprio quella sicurezza e quella determinazione. Non faranno che pensare che sono pazza e inetta, a vedermi cambiare idea ogni giorno. Non potrò di certo spiegare tutto questo. Di certo non potrò spiegare che è proprio colpa loro se continuo a perdermi, che mi spingono verso strade che non conosco perché mi persuadono che la mia non porterà da nessuna parte.
Ora però ho visto. Tra la fitta boscaglia è passata della luce ed io ne ho approfittato per guardare - no, quella strada non s'interrompeva affatto, aveva solo ostacoli qua e là come tutte le altre.

Mi hai fatto capire una cosa con questa meraviglia di parole. Forse me ne hai fatte capire 10.
RispondiEliminaChe belle parole tesoro.. Tu puoi ritrovare quella determinazione, lo sai. Sai di valere e se non lo sai te lo dico io.. Tu vali tantissimo e non c'è una cosa che tu non possa fare. Le difficoltà? Quelle le incontrerai sempre e gli ostacoli esistono perché devono essere superati. Dai meno peso alle parole di quelle persone che vogliono sviarti da quelli che sono i tuoi sogni. Una cosa fatta con impegno e amore non può che essere buona, venire buona se non ottima. Tu semina, intanto e poi raccoglierai. E di questo ne devi essere certa. Sei una persona piena di potenzialità e capacità, tu dai sfogo a tutto quello che hai dentro e riuscirai nel tuo intento, ricomincerai a credere in te stessa e ritroverai quella determinazione persa per poche parole. Tu puoi riuscire in tutto, non dimenticarlo, basta volerlo. E io non ho dubbi.
RispondiEliminaTi abbraccio
Snotra
Mi sembra così inutile commentare questo post così denso, così immenso.
RispondiEliminaVedo con piacere uno spiraglio di positività. Aggrappati con le unghie e i denti, tienilo stretto a te. Non farlo volare via.
Ti abbraccio.
Anche a me sembra inutile commentare questo post..mi hai riscaldato il cuore..mi hai fatto pensare ad un sacco di cose..ti adoro.
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