Vorrei seriamente non aver bisogno di dormire. Dormire mi è sempre parso uno spreco di tempo, la notte m'ispira, la notte mi affascina, la notte è mille volte più bella del giorno. Le notti vorrei passarle con buona musica a basso volume, a scrivere e leggere tutti i libri che questa vita non mi basterà neanche per incominciare. In questo periodo poi, vorrei non aver bisogno di dormire anche perché quando infine ci riesco arriva sempre il momento in cui mi sveglio di soprassalto, inghiottita da sensazioni di profonda angoscia o tristezza. E no, non è affatto piacevole. Eviterei volentieri, ma comincio già ad avere uno zaino abbastanza pesante di sonno arretrato e che io lo voglia o no, arriva lo stesso il momento in cui i miei occhi si chiudono, stremati. Questo post non avrà un senso, un'utilità, un filo logico. Ho aperto questa pagina perché ne avevo voglia, perché volevo buttar via qualche pensiero di quelli che rimbalzano nella testa come in una partita a ping pong. L'inverno ci mette sempre troppo ad arrivare. La maggior parte delle persone che conosco non sono mai soddisfatte del tempo che fa. Si lamentano tutto l'anno perché vogliono la dannatissima estate con sole mare e compagnia bella; quando questa poi arriva, tempo un mese e non sopportano più il caldo ed iniziano a sospirare pensando al fresco dell'autunno, alle tazze di cioccolata calda e le sciarpe avvolgenti. Ad ottobre già cominciano a rompere di nuovo le scatole rimpiangendo l'afa di luglio - preoccupandosi ovviamente di comunicarlo a mezzo mondo in noiosissimi e ripetitivi stati personali su facebook. Ma che palle, dico io. Che odio parlare del meteo e ogni volta che capita penso a quella frase de Il favoloso mondo di Amèlie: «l'angoscia del tempo che passa ci fa parlare del tempo che fa.» Probabile che sia esattamente così. Comunque, danno a me della pazza, strana e noiosa perché difendo a spada tratta il mio amore sviscerato per l'inverno, la pioggia, la neve ed il freddo. Almeno sono coerente, quando arriva non me ne lamento, non rimpiango un bel niente e anzi spero sempre si protragga più a lungo del dovuto. Non ho idea del perché vi sto tediando con argomenti simili. Sarà che stanotte la mia testa è un luogo silenzioso ed impolverato, credo sia così perché Lei sta riprendendo il suo posto di comando. Fino a ieri notte infatti mi sembrava d'impazzire, c'era troppo rumore qui dentro, troppo disordine, troppo indomabile caos; oggi non ho mangiato quasi nulla e una placida calma sta verniciando le pareti del mio cranio.
Fondamentalmente credo sia questo il motivo principale per cui noi tutte facciamo quel che facciamo: anestetizzarci. Sovraccariche di tutto - dei problemi veri o che ci creiamo da sole, della vita che è troppo grande e ingestibile, di quel che ci viene fatto o detto ogni giorno dalle persone che abbiamo intorno, dei sogni che ci frantumano tra le dita, degli ideali impossibili da concretizzare, delle scelte sbagliate, delle conseguenze, di tutte quelle infinite minuscole cose che nessuno, mai, coglie nei nostri occhi frantumati. Una volta scoperto il trucco come fai a smettere di usarlo? Lei - l'anoressia - rende tutto bianco, immacolato, tranquillo, limpido, chiaro, cristallino. Ordinato e silenzioso. Il momento in cui scivoli di nuovo tra le sue braccia dev'essere qualcosa di simile a ciò che si prova non appena t'inietti qualche sostanza stupefacente direttamente in vena. Non posso saperlo perché non l'ho mai fatto né tanto meno ho intenzione di provare, ma è così che me lo immagino. Solo forse un po' più veloce. Ma questo sentirsi assuefatti, leggeri, in pace. Beh, dopo tutto anche questa è una droga come un'altra, no?
Ho praticamente perso un chilo in un giorno, non posso lamentarmi.
Si stanno giocando le sorti del mio futuro in questi giorni ed io vi prendo parte come fosse una partita che mi riguarda solo da lontano. Mi sono estranea. Mi sono ripromessa di non perdermi più di vista, proprio ora che mi ero ritrovata mi stringo forte e non mi lascio più andare. Ma c'è qualcosa che mi fa sentire distante anni luce da tutto quanto. Diciamo che mi sento un po' male, sempre. Diciamo che mi sento fuori luogo, sempre. Diciamo pure che mi sento a disagio, sempre. Quando mi vesto, quando mi trovo in mezzo alla gente. Un tempo mi piaceva essere la nota stonata, era ciò che preferivo e anzi accentuavo la mia dissonanza all'ennesima potenza. Ma ero solo una ragazzina. Una ragazzina già abbastanza sveglia e consapevole, ma pur sempre una ragazzina. Ora so che non devo ostentare un bel niente, la mia diversità salta agli occhi senza che io faccia niente. Me ne sto in disparte, ed i miei occhi truccati di nero bastano a dire che è consigliabile non avvicinarmi. Ho smesso di sorridere per finta, ho smesso di fare qualunque cosa ci si potesse aspettare da me per pura cortesia verso il prossimo. Ho smesso di fare tutto ciò che mi prodigavo di fare per premura verso gli altri, quando questi famosi "altri" di premure verso di me ne avevano ben poche. Sono fredda, di ghiaccio, a me arriveranno solo persone che ne sono in grado e ne hanno veramente voglia. Questo era il mio proposito per questo nuovo anno. E mi compiaccio nel constatare che, almeno per adesso, non mi sono ancora tradita. Succede però che continuo a scivolare in una tristezza senza luogo né tempo, non di certo per questo, sarà perché mi manca lui, sarà perché ho chiuso a chiave lo stomaco e buttato la chiave e a volte mi dispiace non essere una ragazza vera. Mi ritrovo ad asciugare una lacrima di nascosto in momenti del tutto casuali ed anche inopportuni. Questo pomeriggio prima di uscire ho aperto Wintergirls per leggere un paragrafo a caso. Mi capita spesso di farlo ed ogni volta mi si apre un sorriso un po' amaro sul volto. Sono sempre azzeccate le frasi che mi capitano sotto gli occhi. Quando decido qualcosa e lo comunico a qualcuno scopro che anche quel qualcuno ha preso la mia stessa decisione - tipo voglio lasciarmi crescere i capelli, lunghi sul serio, e ben due mie amiche che da sempre li portano corti si stanno impegnando nella stessa missione. Non mi dà fastidio, mi fa solo uno strano effetto perché capita sempre. Purtroppo ci vorrà tanto, io invece vorrei vedere i risultati subito. Ho bisogno di circostanze favorevoli: inverno, pioggia che batte contro le finestre, un posto tutto mio, calma, gli studi che ho scelto su cui impegnare il cervello, tè alla vaniglia con latte scremato e scaldato come lo fanno gli inglesi, magari una candela ad addolcire l'atmosfera, indumenti caldi e rassicuranti, i capelli che arrivano a ricadere folti sulle spalle e un corpo minuscolo che sparisce nei vestiti. In fondo non chiedo molto e tutto potrebbe andare di pari passo fino a rendersi perfetto.
Fondamentalmente credo sia questo il motivo principale per cui noi tutte facciamo quel che facciamo: anestetizzarci. Sovraccariche di tutto - dei problemi veri o che ci creiamo da sole, della vita che è troppo grande e ingestibile, di quel che ci viene fatto o detto ogni giorno dalle persone che abbiamo intorno, dei sogni che ci frantumano tra le dita, degli ideali impossibili da concretizzare, delle scelte sbagliate, delle conseguenze, di tutte quelle infinite minuscole cose che nessuno, mai, coglie nei nostri occhi frantumati. Una volta scoperto il trucco come fai a smettere di usarlo? Lei - l'anoressia - rende tutto bianco, immacolato, tranquillo, limpido, chiaro, cristallino. Ordinato e silenzioso. Il momento in cui scivoli di nuovo tra le sue braccia dev'essere qualcosa di simile a ciò che si prova non appena t'inietti qualche sostanza stupefacente direttamente in vena. Non posso saperlo perché non l'ho mai fatto né tanto meno ho intenzione di provare, ma è così che me lo immagino. Solo forse un po' più veloce. Ma questo sentirsi assuefatti, leggeri, in pace. Beh, dopo tutto anche questa è una droga come un'altra, no?
Ho praticamente perso un chilo in un giorno, non posso lamentarmi.
Si stanno giocando le sorti del mio futuro in questi giorni ed io vi prendo parte come fosse una partita che mi riguarda solo da lontano. Mi sono estranea. Mi sono ripromessa di non perdermi più di vista, proprio ora che mi ero ritrovata mi stringo forte e non mi lascio più andare. Ma c'è qualcosa che mi fa sentire distante anni luce da tutto quanto. Diciamo che mi sento un po' male, sempre. Diciamo che mi sento fuori luogo, sempre. Diciamo pure che mi sento a disagio, sempre. Quando mi vesto, quando mi trovo in mezzo alla gente. Un tempo mi piaceva essere la nota stonata, era ciò che preferivo e anzi accentuavo la mia dissonanza all'ennesima potenza. Ma ero solo una ragazzina. Una ragazzina già abbastanza sveglia e consapevole, ma pur sempre una ragazzina. Ora so che non devo ostentare un bel niente, la mia diversità salta agli occhi senza che io faccia niente. Me ne sto in disparte, ed i miei occhi truccati di nero bastano a dire che è consigliabile non avvicinarmi. Ho smesso di sorridere per finta, ho smesso di fare qualunque cosa ci si potesse aspettare da me per pura cortesia verso il prossimo. Ho smesso di fare tutto ciò che mi prodigavo di fare per premura verso gli altri, quando questi famosi "altri" di premure verso di me ne avevano ben poche. Sono fredda, di ghiaccio, a me arriveranno solo persone che ne sono in grado e ne hanno veramente voglia. Questo era il mio proposito per questo nuovo anno. E mi compiaccio nel constatare che, almeno per adesso, non mi sono ancora tradita. Succede però che continuo a scivolare in una tristezza senza luogo né tempo, non di certo per questo, sarà perché mi manca lui, sarà perché ho chiuso a chiave lo stomaco e buttato la chiave e a volte mi dispiace non essere una ragazza vera. Mi ritrovo ad asciugare una lacrima di nascosto in momenti del tutto casuali ed anche inopportuni. Questo pomeriggio prima di uscire ho aperto Wintergirls per leggere un paragrafo a caso. Mi capita spesso di farlo ed ogni volta mi si apre un sorriso un po' amaro sul volto. Sono sempre azzeccate le frasi che mi capitano sotto gli occhi. Quando decido qualcosa e lo comunico a qualcuno scopro che anche quel qualcuno ha preso la mia stessa decisione - tipo voglio lasciarmi crescere i capelli, lunghi sul serio, e ben due mie amiche che da sempre li portano corti si stanno impegnando nella stessa missione. Non mi dà fastidio, mi fa solo uno strano effetto perché capita sempre. Purtroppo ci vorrà tanto, io invece vorrei vedere i risultati subito. Ho bisogno di circostanze favorevoli: inverno, pioggia che batte contro le finestre, un posto tutto mio, calma, gli studi che ho scelto su cui impegnare il cervello, tè alla vaniglia con latte scremato e scaldato come lo fanno gli inglesi, magari una candela ad addolcire l'atmosfera, indumenti caldi e rassicuranti, i capelli che arrivano a ricadere folti sulle spalle e un corpo minuscolo che sparisce nei vestiti. In fondo non chiedo molto e tutto potrebbe andare di pari passo fino a rendersi perfetto.

Anche io ho sempre amato l'inverno,per me e' molto romantico e permette di mimetizzarsi meglio e nascondere tante paure !Hai ragione,l'anoressia e' un mezzo per alleviare la sofferenza,almeno temporaneamente.
RispondiEliminaLa notte ha il suo fascino, io lo vedo come il momento della giornata dove chi ha qualcosa da dire lo può fare.
RispondiEliminaDi giorno siamo tutti troppo presi dalle faccende che apparentemente sono la nostra vita per ascoltare chi ha qualcosa di vero da dire o per ascoltare noi stessi.
Per quanto riguarda il meteo...è vero, quando si ha la paura del tempo che passa ci si perde a parlare del clima.
Io amo l'inverno, ma amo anche l'estate...sono 2 opposti che si completano a vicenda, senza l'estate l'inverno non avrebbe il suo fascino e senza l'inverno l'estate non costituirebbe un desiderio così forte
Adoro leggere le tue parole e ritrovarmici.
RispondiEliminaForse questo nostro anestetizzarci è solo un grande urlo di dolore perché in realtà ognuno di noi ha bisogno di amore. Amore, amore, amore, ma sarà poi così necessario?
Perché non possiamo farne a meno?
Intanto aspettiamo che l'inverno cali sulle città, e dentro noi.
Un abbraccio,
e comunque io penso che tu sia una ragazza molto più VERA di una ragazza normale.
Davvero :)
Mi rispecchio tantissimo in te. La nota stonante, caspita lo sono anche io!!
RispondiEliminaSiamo praticamente identiche, anche io credo che la notte non serve..
1) i pensieri non mi danno pace,ieri sono andata a dormire piangendo... perchè sono troppo in ansia per qualcosa.
2) la vita mi da troppi ricordi e io.. no, non ce la faccio proprio.
ti abbraccio
Isamu <3
Leggere le rue parole all'inizio mi ha raggelata, la calma che Lei tu regala... Deve essere proprio quella la tranquillità che provo ora, che non mi sento schiava del cibo. Ma non mi sento un'anoressica, non lo sono. La fine del tuo post invece mi ha scaldata: un maglione con un corpo minuscolo affondato all'interno, il mio sogno
RispondiEliminaLa lista delle cose di cui hai bisogno per sopravvivere è stranamente uguale alla mia. Ma io il tè lo preferisco senza latte, grazie.
RispondiEliminaE per il sonno inquieto comprendo perfettamente, sono una assidua frequentatrice del cinema onirco degli incubi. Purtroppo non so come disdire l'abbonamento.
Io vorrei saperti felice, vorrei che i tuoi occhi dicessero e mostrassero la tua serenità. Vorrei sapere i tuoi sogni realizzati, solo per saperti felice. Vorrei poter fare qualcosa invece di stare dietro uno schermo a leggere le tue parole. L'autunno sta arrivando e anche a me piace. Anche a me piace l'idea di una bella tazza di te tra le mani e tanti vestiti addosso, a nascondere quel che vorrei non avere, ma che ho.
RispondiEliminaTi abbraccio, forte.
Snotra.
E ancora una volte sei la migliore a raccontarCi...sei la più grande consolazione, perché sapere che non sono la sola a provare lo stesso mi rende meno sola.
RispondiEliminaQuando sai che non ti basta dimagrire per essere felice. Quando sai che non ti basta una persona che ti vuole bene a salvarti. Ma da sola non ti basti. E ti sembra tutto cosí dannatamente sbagliato e impossibile da risolvere che alla fine ti avvolgi nella coperta dell'apatia e dimentichi com'è la vita, stretta ogni tanto da un brivido di malinconia e incertezza che non sai da dove viene, perché tu di cose da perdere non ne hai. Ma forse piangi per quelle che hai già perso prima di avere avuto. Quelle che ancora non hai perso ma sai già che lo farai. E soprattutto perché non è colpa tua ma degli altri e non ci puoi fare niente mentre questo mondo del cazzo impietoso gira gira gira e tutti vivono ridono si divertono la fuori e tu stai lí senza far nulla e non sai neanche cosa non stai facendo ma già ci stai male. Poi arriva lei e stai meglio perché non pensi. E non ti devi più preoccupare del fatto che tutti ti odino e ti evitino perché sei "asociale" quando sono loro ad allontanarti. Perché hai altro per la testa. Poi un giorno la luna di miele finisce e tu rimani come svegliata da un sogno che non ricordi, ma il mondo è rimasto lo stesso e tu sei ancora più sola e La cerchi, La cerchi ovunque, poi la ritrovi nascosta in te stessa e il gioco ricomincia. Ogni tanto ti sveglierai di nuovo disperata e abbandonata, avrai il tempo di chiederti che stai facendo e come stai buttando la tua vita e tutto quello che non ti stai godendo, ma poi sai benissimo che non avresti nulla da godere e ti rimetti a danzare. Alla fine ti sveglierai l'ultima volta e ti renderai conto una volta per tutte che tutta la tua vita è scivolata via cosí e ormai sei vecchia.
Finirà cosí lo sento...
Tutto ciò è cosí dannatamente vero, TUTTO quello che hai scritto parla di me. E ti ringrazio perché per la prima volta qualcuno mi capisce, mi capisce davvero.
Grazie piccola.