Tutto sta andando. E' l'unica cosa che riesco a pensare, a scrivervi: tutto sta andando. Il mio tempo, le mie giornate, le mie azioni... Questa vita è un fiume, che scorre scorre scorre scorre scorre. Ogni tanto devia, viene bloccato da un ostacolo, va a rilento, corre come un pazzo. Il corso di questo fiume - quello in cui navigo io, la mia vita - cambia di continuo. Prendendo in considerazione il periodo che va da giugno ad ora, si sono susseguite: una rapida sfrenata fatta di piccole e immense cascate, un mese rallentato in cui tutto tornava più o meno tranquillo e poi l'allagamento. L'acqua è improvvisamente uscita dai margini - e non era la prima volta - in un momento in cui io non sapevo come comportarmi per ridurre il più possibile i danni. A poco a poco, sembra che ci sto riuscendo.
Ho fatto ordine nella mia stanza, apportato dei piccoli cambiamenti che me la fanno sentire più mia.
Starmene seduta a questa scrivania, di sera, con solo un abajour e lo schermo del computer ad illuminare la stanza - musica in sottofondo - mi rilassa. Mi fa sentire in pace, tranquilla, come se nulla potesse andare storto, come se l'equilibrio d'ora in poi non s'incrinerà più. Non crediate, ieri sera dopo aver mangiato in maniera quasi normale, decente, mi sono seduta a questa stessa scrivania che mi sa di salvezza, di porto sicuro, con un bicchiere di latte e due pacchi di biscotti. Inzuppati e divorati continuando a guardare su youtube video riguardanti i dca - dai documentari a racconti di storie personali, fino ad arrivare a programmi come Supersize vs. Superskinny (che tra l'altro trovo abbastanza ridicolo). Ormai quando mi abbuffo succede sempre a tarda sera, in queste stesse ridicole e paradossali circostanze. Ogni volta mi giuro che è l'ultima, a volte ci credo di più altre di meno, alcune - più rare - ne sono fermamente convinta. Ieri era una di quelle. Conosco i miei comportamenti, conosco le mie fasi altalenanti ed alternate con una precisione quasi inquietante. Per questo non mi dispero più, mai. Per questo sono così tranquilla, così fredda al riguardo. Perché in realtà sono pacatamente rassegnata. Sono da lungo tempo passati i tempi in cui mi aspettavo chissà cosa da quei chili in meno, o in cui pensavo che una volta raggiunto quel dato peso tutto sarebbe andato sempre e comunque bene. Che io sarei stata diversa, la me che desideravo se solo avessi perso quei dannati tot chili. Non ho più nessuna di tutte queste belle, bellissime, dolci illusioni. So solo che pesando di meno sto meglio. Mangiando il minimo indispensabile, sto meglio. I vestiti mi stanno meglio. Sento costantemente freddo e spesso mi sento triste senza apparente motivo, ci si sente come una foglia appesa all'albero per un filo sottile sottile, che alla prima folata di vento potrebbe staccarsi ed essere trasportata via - ma io con queste sensazioni ci sono cresciuta, sono il mio posto e senza di queste non so come vivere, come essere me stessa. Sarà folle, senza senso: io sono questa. In una vita “normale” sono fuori posto, e sono fuori posto sempre, non posso accettare di esserlo anche tra le mura della mia mente. Non ho più la forza di avercela tanto con me stessa, di odiarmi per quelle calorie in più, per quel numero troppo alto visto sulla bilancia. Se voglio arrivare da qualche parte, con me devo andarci d'accordo. E per volermi bene è necessario pesare poco, molto poco.
Mi sono dimostrata che ne sono capace, e questo è stato fondamentale. Perché è stato allora che ho smesso di disperarmi e odiarmi. Posso ottenere tutto ciò che voglio, dipende solo da me. Se vedo un numero troppo alto al mattino, sulla bilancia, indosso vestiti larghi e vado comunque a farmi il mio cappuccino: so che quel numero scenderà. Quando ho un periodo devastato dalle abbuffate, cerco di farlo finire il prima possibile, cosciente che, sì, prima o poi finirà ed io tornerò in me.
Quando mi riconosco in un corpo più piccolo e più adatto a me, allora mi sorrido e ho voglia di curarmi un po'. Per il resto del tempo, invece, aspetto solo che passi.
Ero tornata a 45.2, mi sono bastati due giorni per vedere un 46.7. Oggi ho mangiato: cappuccino - rigorosamente con latte scremato e dolcificante da 0 kcal (40), tè alla vaniglia con latte (10) e un cucchiaino di miele al castagno (30) due cracker Vitasnella al farro e non ricordo che altro (26) con un velo di Philadelphia light (direi tra le 5 e 8 calorie), un altro cappuccino (40) e per cena della verza cotta solo nell'acqua e condita solo con sale (20) e un cracker fior d'acqua della Mulino Bianco (9) per un totale di: 183 calorie. Questo pomeriggio mi ha fatto una carezza un 45.5 conquistato in neanche un giorno, che mi ha promesso di essere qualcosa di meno domattina. La fermezza con cui vi scrivo tutto ciò non fa che confermarmi che il distacco è avvenuto di nuovo: non ho bisogno di mangiare più del minimo indispensabile. Tornerò, innanzi tutto, a quei 43 che mi rendevano tanto leggera.
Quest'ordine mentale mi permette di: leggere tanto, come ho sempre fatto e come da tempo non riuscivo a fare più perché troppo angosciata da tutto il resto; aggiornare quotidianamente la mia agenda; essere precisa ed ordinata anche su tutto il resto, il che mi fa immensamente piacere. Tanta chiarezza e lucidità mi hanno portata anche a ritrovare quella piccola luce dentro, quella soffocata che spesso stento a sentire: la luce di quel che sono, di quel che veramente voglio fare della mia vita. L'ho detto, il fiume era uscito dai margini ed ora sta tornando a seguire il suo giusto corso. Motivo per cui, mi iscriverò a Lettere Moderne. Ho preparato i documenti e domani andrò in Facoltà per portare la richiesta di passaggio. Spero di non aver sbagliato niente e che fili tutto liscio, una buona volta. Non vedo l'ora di cominciare, sono più decisa e motivata che mai. Ho bisogno di studiare, mi è mancato tanto. Voglio alzarmi presto, all'alba, voglio il caffè al bar, voglio quelle aule grandi con le sedie consumate, voglio il silenzio delle biblioteche, voglio professori che parlano talmente bene da incantarti, voglio montagne di appunti da ricopiare, voglio libri nuovi da sottolineare con cura. Ne ho bisogno, e il fatto che tra poco tutto questo avrà inizio mi conforta e rasserena.
Indosserò vestiti che erano rimasti chiusi nell'armadio, perché non ero magra abbastanza per indossarli.
Cambierò il colore dello smalto, qualcosa di delicato che non è da me e di cui mi stancherò subito.
E questa giornata la concludo continuando a leggere in una vasca di acqua calda, devo essere bella e profumata per le mie nuove lenzuola bianche cosparse di boccioli di rosa.
Il mio letto è decisamente per due, continuo a sistemarlo come dovessimo dormirci in due.
Mi manca e gli manco, gli scrivo lunghe lettere e mi mordo l'interno delle guance.
Buonanotte, amore mio.
Ho fatto ordine nella mia stanza, apportato dei piccoli cambiamenti che me la fanno sentire più mia.
Starmene seduta a questa scrivania, di sera, con solo un abajour e lo schermo del computer ad illuminare la stanza - musica in sottofondo - mi rilassa. Mi fa sentire in pace, tranquilla, come se nulla potesse andare storto, come se l'equilibrio d'ora in poi non s'incrinerà più. Non crediate, ieri sera dopo aver mangiato in maniera quasi normale, decente, mi sono seduta a questa stessa scrivania che mi sa di salvezza, di porto sicuro, con un bicchiere di latte e due pacchi di biscotti. Inzuppati e divorati continuando a guardare su youtube video riguardanti i dca - dai documentari a racconti di storie personali, fino ad arrivare a programmi come Supersize vs. Superskinny (che tra l'altro trovo abbastanza ridicolo). Ormai quando mi abbuffo succede sempre a tarda sera, in queste stesse ridicole e paradossali circostanze. Ogni volta mi giuro che è l'ultima, a volte ci credo di più altre di meno, alcune - più rare - ne sono fermamente convinta. Ieri era una di quelle. Conosco i miei comportamenti, conosco le mie fasi altalenanti ed alternate con una precisione quasi inquietante. Per questo non mi dispero più, mai. Per questo sono così tranquilla, così fredda al riguardo. Perché in realtà sono pacatamente rassegnata. Sono da lungo tempo passati i tempi in cui mi aspettavo chissà cosa da quei chili in meno, o in cui pensavo che una volta raggiunto quel dato peso tutto sarebbe andato sempre e comunque bene. Che io sarei stata diversa, la me che desideravo se solo avessi perso quei dannati tot chili. Non ho più nessuna di tutte queste belle, bellissime, dolci illusioni. So solo che pesando di meno sto meglio. Mangiando il minimo indispensabile, sto meglio. I vestiti mi stanno meglio. Sento costantemente freddo e spesso mi sento triste senza apparente motivo, ci si sente come una foglia appesa all'albero per un filo sottile sottile, che alla prima folata di vento potrebbe staccarsi ed essere trasportata via - ma io con queste sensazioni ci sono cresciuta, sono il mio posto e senza di queste non so come vivere, come essere me stessa. Sarà folle, senza senso: io sono questa. In una vita “normale” sono fuori posto, e sono fuori posto sempre, non posso accettare di esserlo anche tra le mura della mia mente. Non ho più la forza di avercela tanto con me stessa, di odiarmi per quelle calorie in più, per quel numero troppo alto visto sulla bilancia. Se voglio arrivare da qualche parte, con me devo andarci d'accordo. E per volermi bene è necessario pesare poco, molto poco.
Mi sono dimostrata che ne sono capace, e questo è stato fondamentale. Perché è stato allora che ho smesso di disperarmi e odiarmi. Posso ottenere tutto ciò che voglio, dipende solo da me. Se vedo un numero troppo alto al mattino, sulla bilancia, indosso vestiti larghi e vado comunque a farmi il mio cappuccino: so che quel numero scenderà. Quando ho un periodo devastato dalle abbuffate, cerco di farlo finire il prima possibile, cosciente che, sì, prima o poi finirà ed io tornerò in me.
Quando mi riconosco in un corpo più piccolo e più adatto a me, allora mi sorrido e ho voglia di curarmi un po'. Per il resto del tempo, invece, aspetto solo che passi.
Ero tornata a 45.2, mi sono bastati due giorni per vedere un 46.7. Oggi ho mangiato: cappuccino - rigorosamente con latte scremato e dolcificante da 0 kcal (40), tè alla vaniglia con latte (10) e un cucchiaino di miele al castagno (30) due cracker Vitasnella al farro e non ricordo che altro (26) con un velo di Philadelphia light (direi tra le 5 e 8 calorie), un altro cappuccino (40) e per cena della verza cotta solo nell'acqua e condita solo con sale (20) e un cracker fior d'acqua della Mulino Bianco (9) per un totale di: 183 calorie. Questo pomeriggio mi ha fatto una carezza un 45.5 conquistato in neanche un giorno, che mi ha promesso di essere qualcosa di meno domattina. La fermezza con cui vi scrivo tutto ciò non fa che confermarmi che il distacco è avvenuto di nuovo: non ho bisogno di mangiare più del minimo indispensabile. Tornerò, innanzi tutto, a quei 43 che mi rendevano tanto leggera.
Quest'ordine mentale mi permette di: leggere tanto, come ho sempre fatto e come da tempo non riuscivo a fare più perché troppo angosciata da tutto il resto; aggiornare quotidianamente la mia agenda; essere precisa ed ordinata anche su tutto il resto, il che mi fa immensamente piacere. Tanta chiarezza e lucidità mi hanno portata anche a ritrovare quella piccola luce dentro, quella soffocata che spesso stento a sentire: la luce di quel che sono, di quel che veramente voglio fare della mia vita. L'ho detto, il fiume era uscito dai margini ed ora sta tornando a seguire il suo giusto corso. Motivo per cui, mi iscriverò a Lettere Moderne. Ho preparato i documenti e domani andrò in Facoltà per portare la richiesta di passaggio. Spero di non aver sbagliato niente e che fili tutto liscio, una buona volta. Non vedo l'ora di cominciare, sono più decisa e motivata che mai. Ho bisogno di studiare, mi è mancato tanto. Voglio alzarmi presto, all'alba, voglio il caffè al bar, voglio quelle aule grandi con le sedie consumate, voglio il silenzio delle biblioteche, voglio professori che parlano talmente bene da incantarti, voglio montagne di appunti da ricopiare, voglio libri nuovi da sottolineare con cura. Ne ho bisogno, e il fatto che tra poco tutto questo avrà inizio mi conforta e rasserena.
Indosserò vestiti che erano rimasti chiusi nell'armadio, perché non ero magra abbastanza per indossarli.
Cambierò il colore dello smalto, qualcosa di delicato che non è da me e di cui mi stancherò subito.
E questa giornata la concludo continuando a leggere in una vasca di acqua calda, devo essere bella e profumata per le mie nuove lenzuola bianche cosparse di boccioli di rosa.
Il mio letto è decisamente per due, continuo a sistemarlo come dovessimo dormirci in due.
Mi manca e gli manco, gli scrivo lunghe lettere e mi mordo l'interno delle guance.
Buonanotte, amore mio.

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