sabato 2 febbraio 2013

del destino e del veleno

E cos'è che succede poi, esattamente?
Che cazzo succede?
Cos'è che da un momento all'altro prende in mano il tuo umore, il tuo stato d'animo, i tuoi sentimenti e li ribalta come una frittata dalla padella al piatto? Non capisco, giuro, non capisco. Non ho mai capito ed in questo momento meno che mai. Stavo bene. O almeno, credevo di star bene... E in un attimo mi sento di merda, come non mi sentivo da mesi; ho avuto la sensazione improvvisa che tutto mi scivolasse dalle mani come nient'altro che granelli di sabbia, scivola scivola scivola, e riconosco la rabbia che implode nel petto, gli occhi che si scaldano per lacrime che non scenderanno neanche a pagarle oro, l'aria che fa più fatica ad entrare nei polmoni; e non c'è nessuno con cui prendersela, e non c'è un motivo a cui attribuire l'ansia e l'angoscia e la tristezza e il dolore, allora l'unica cosa che ti viene in mente è andare in bagno, guardarti allo specchio e urlarti che cazzo c'hai???! e magari darti un pugno devastante dritto nel riflesso, sfasciarlo, distruggerlo e sperare che un po' di sano dramma e il dolore alla mano basteranno a farti sentire meglio. Finisci di immaginarti la scena e pensi cristo sono pazza. Allora pensi okay basta una sigaretta mi calmerà ma poi ti ricordi che non fumi se non in rari momenti come questi e che non hai nessun pacchetto di lucky strike da parte per le occasioni speciali come questa e che in casa ci sono solo le Marlboro di tuo padre che ti fanno schifo. Allora ti sfiora il pensiero di lasciarti carezzare la pelle delle braccia da una bella lametta affilata, dopo tutto i vecchi tempi non finiscono mai a quanto pare, ma poi sai che è inutile, ma poi sai che è stupido, ma poi sai che basta con le cicatrici dai. Allora l'unica via è scrivere, e scrivere come se non te ne importasse niente di quel che scrivi, scrivere e basta, mettere in presa diretta cervello dita tastiera, basta con le pretese, ogni tanto lasciale da parte le tue pippe mentali da letterata e aspirante scrittrice, guardale, buttale via come chewing-gum masticate le tue brillanti aspirazioni, guardati attorno e riconosci tutti i tuoi limiti, che in realtà non vuoi più uscire perché sei stanca del confronto, perché l'umanità al 95% dei casi ti ha deluso, perché non trovi mai quel che cerchi e perché ti senti sempre così schifosamente sola che hai deciso che star soli veramente era la cosa migliore; e ora guardali, guardali i risultati, i fiori neri e i frutti acerbi che nascono dalla tua lauta semina: non ci sai più stare nel mondo, fai fatica a scambiare quattro parole anche se non sembra, ma senti giudizi anche dove forse non ce ne sono, un messaggio gentile ti fa sentire in colpa, ti spaventa persino parlare con la tua migliore amica per cui tutto hai dato e da cui tutto hai avuto, al tuo ragazzo quasi non sai cosa dire e fortuna che ci si sente poco che lui ha i suoi ritmi quotidiani e tu le tue caterve di studio, altrimenti sarebbero sfilze di sms adorabili e vuoti che ti manderebbero nel panico e ti riporterebbero a mettere in crisi tutto quel che è stato già riaggiustato e dato per certo mille altre volte; che c'hai, che c'hai, che cazzo c'hai che non va. Guardali i risultati che avviliscono, gli obiettivi che s'allontanano, i buoni propositi che sfioriscono nei giorni in cui la sveglia suona alle 8 e dal letto ti alzi alle 12, dai giorni in cui dici non mangio nulla e ti ritrovi a spiluccare barrette di cioccolata per riempire le insensate crepe della tua vita disfatta, disfatta come il letto nel quale avete scopato tante di quelle volte ormai ed è un delitto dire "scopato" perché è sempre stato far l'amore. E anche il mio corpo ha fame, fame del suo corpo che ancora non torna e non può tornare, che aspetterò rigirandomi tra le lenzuola giocando al m'ama non m'ama coi fiori del male di Baudelaire, aprendomi altri solchi dentro leggendo tra le righe dei mali e dei dolori di Leopardi e pensando che forse non era un genio ma forse solo una delle anime più infelici che abbiano calcato questa terra e invaghendomi della meschinità di Iago nell'Otello di Shakespeare perché così perfetta nell'essere sotto ogni punto di vista sbagliata. Affacciati alla finestra e guardale, le tue paure che ti aspettano in giardino; appena metterai un piede fuori della porta, saranno tutte lì in fila pronte ad aggredirti e a banchettare coi tuoi resti. Sfiorisci, sfiorisci, ti prego sfiorisci. 

Sono una cantastorie

canto dell'orrore e del veleno

del destino e di tutti gli altri demoni come lui

i sogni che mi porto in gola mi soffocheranno prima d'essere realizzati

so che non so gestire nulla e so che mi dispiace

l'unica cosa che stasera riesco a pensare è che

è tutto dannatamente sbagliato

7 commenti:

  1. Non sai quanto mi dispiace, non vorrei sentirti così..
    Ti stringo e non sei sola..
    Domani mi faccio la ricarica e ci sentiamo.
    Ti abbraccio forte forte

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  2. L'ho letto tutto d'un fiato.
    E vorrei essere così brava ad esprimere quello che provo pure io.
    Ti capisco.
    Per me è la stessa cosa.
    Parole già sentite ma vere.
    Un abbraccio

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  3. Lascia scorrere il fiume che hai dentro sui fogli, sulle pareti, sui quaderni. Imbratta, segna tutto ciò che ha segnato e imbrattato la tua anima. Non far vincere quel 95%!
    Un meraviglioso post.
    Un forte abbraccio =*

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  4. Ogni implosione implica un'esplosione altrettanto potente. E puoi arrotolarti nel petto e masticare bile ma prima o poi lo specchio lo rompi, l'urlo lo tiri e magari ti incazzi anche sul tuo corpo. Io non so cosa faccia rivoltare le carte in tavola all'improvviso, se lo sapessi mi sarei risolta trequarti dei problemi. Ma so dopo tanti anni su di me cosa succede . So quell'implosione a cosa porta, all'incirca posso gestirla con giusti trucchetti ed escamotage del mio mondo. Non so da cosa nasce. Da un pensiero se anche solo metto il naso nel futuro piu prossimo. Da un gesto, se ad esempio mia madre parla di mangiare o mangia. "stupida stronza grassa vacca puttana" ecco cosa penso e la rabbia, quella fitta incredibile che sfiora l'odio. PErchè nasce? non lo so. L'importante è capire almeno a grandi linee come gestirla. COme non trovarsi a digiunare una settimana, o abbuffarsi per giorni, o chiudersi a letto, o squoiarsi un polso.
    Può averti deluso il mondo J, ma ciò da cui non ti rialzeresti più è la delusione completa di te stessa.


    Io commento spesso il contenuto senza mai complimentarmi della forma. Mi piace un sacco qui...come scrivi, come ti esprimi,la prosa del tutto immaginativa .
    Sto scrivendo un libro, un romanzo, una raccolta...non s ancora come definirla...perchè il materiale l'ho , ma non so come organizzarlo. Mi piacerebbe un sacco avere un tuo parere.

    V.

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  5. E tu scrivi dannatamente bene... sai, anch'io sono un'aspirante scrittrice. Ti faccio leggere qualche racconto mio solo se tu me ne fai leggere qualcuno tuo ;)

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  6. Scrivere........è cosi...

    http://www.fileden.com/files/2007/10/6/1487085/ocenesiamodimenticati.jpg


    riprendersi cio' che è nostro non è mai cosi semplice, anche perchè da quando in qua sappiamo cosa vogliamo? o cosa era davvero nostro?

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  7. ... leggere questo post è stato come guardarmi allo specchio...

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