mercoledì 6 febbraio 2013

News. Poche ma buone.


Non so affatto come mi sento, ma nella mia confusione e pur dall'interno di una specie di bolla di sapone, sto di nuovo cercando tutti i mezzi per scuotermi dal torpore. In fondo non sono molto diversa da un cane che si morde la coda, faccio progetti scintillanti, poi non sono all'altezza delle mie stesse aspettative - o mi convinco che sia così - e inizio ad allentare la presa fin quando non mi ritrovo a passare le giornate in pigiama ad aspettare passivamente che qualcosa accada. Le preoccupazioni principali me le dà lo studio ad esser sincera; checché se ne dica la facoltà di Lettere è tosta e credo di essermi andata a scegliere pure i corsi più impegnativi (avevano programmi più interessanti almeno per i miei gusti, e c'è anche il fatto che mi piace mettermi alla prova e vedere fin dove arrivo; d'altronde sono dell'idea che più grande è l'ostacolo, maggiore è la soddisfazione nel superarli). Spesso ho dei blocchi psicologici. Forse dipende solo dalla disorganizzazione e dall'incostanza, difetti su cui in ogni caso sto lavorando - ancora con scarsi risultati, a quanto pare. Be', comunque: ho deciso di tentare un esonero tra una decina di giorni, una prova scritta di Storia contemporanea. Ho dei riassunti che mi stanno aiutando molto, chiari, semplici e facili da memorizzare; avevo abolito l'idea di provarci sentendomi esageratamente indietro, ma poi ci ho pensato su: se non lo passo non succede nulla, dovrei solo riportare l'intero programma nella sessione estiva (e sarei avvantaggiata avendolo già studiato); se lo passo invece sarebbe un bel peso in meno, in quanto all'orale mi resterebbero da portare solo due libri che non mi sembrano troppo tosti. Senza contare il fatto che sarebbe una soddisfazione ed una spinta positiva, specie in questo momento. Quindi, perché no? Per questo ripensamento devo anche ringraziare Snotra, che qualche giorno fa mi è stata a sentire e mi ha incoraggiata, facendomi capire che non c'era nulla da perdere.
Poi da domani (o meglio oggi, visto che ormai sono le due di notte) mi rimetto a dieta. Sono seria. Mi manca troppo il mio corpo di quest'estate... Quarantatré kg. Lo spazio tra le gambe. I solchi tra le costole. La taglia 34/36. I vestiti che mi scivolavano addosso in un modo che mi piaceva. Lei che quando ci cambiavamo nella stessa stanza guardava affascinata le mie ossa sporgenti, e una volta non riuscì a trattenersi dallo sfiorarmi una costola - e io che pur sentendomi in colpa, non seppi reprimere un sorriso. Mio fratello che mi prendeva in braccio come fossi una bambola. E lui che diceva che mi trovava davvero in forma. Potrebbe negarlo quanto vuole, ma io credo che gli piacessi di più. E' sempre così, pochi fronzoli, è così.
E per quanto io conosca bene - fin troppo bene - tutte le conseguenze, ormai il desiderio è tornato ad essere troppo forte; spero di esserlo abbastanza - di nuovo - anche io per realizzarlo.
Ultima piccola sciocchezza (che poi tanto sciocchezza non è, per me) è che credo che a breve tornerò ai miei amati capelli rosso-arancio. Do un'importanza forse eccessiva ai capelli. E' uno dei miei tanti modi - e forse uno dei più usati - per esprimermi. Ogni volta che cambia qualcosa dentro di me, cambia qualcosa anche nei miei capelli: colore, taglio, un dettaglio. Ma pur variando mille tonalità, erano rimasti rossi da quando avevo sedici anni. Poi mesi fa, all'inizio dell'autunno, improvvisamente non mi ci sono vista più. Fondamentalmente significa che, davvero, non mi sentivo più in grado di essere me stessa. Così ho cambiato colore e ho lasciato che prendessero le sfumature e le forme che volevano. Dall'inizio dell'anno non ho avuto la minima voglia di prendermi cura del mio aspetto. Ma visto che è ora di darsi una scrollata, l'aspetto rientra per forza nel piano. E forse è ora di tornare a tirar fuori il carattere, forse è ora di ricominciare ad essere quella che si nasconde da qualche parte qui dentro.

Quella che caffè macchiato senza zucchero, grazie.
Quella che Moleskine, penna nera e sempre un libro al seguito.
Quella dei treni alle sei di mattina e i Placebo nelle orecchie.

Forse è ora di tornare ai capelli rossi.

2 commenti:

  1. Ciao Compagna Rossa,
    sai, credo proprio di capire cosa intendi. Anche io sono da "sempre" stata rossa, fatta eccezione per pochi mesi in cui sono stata castana (orrore!). Ma non ero io.
    E infatti, la parte migliore -se così si può definire-, le mie migliori capacità, la mia voglia e la mia forza sono tutte cose tipiche della me stessa dai capelli rossi.
    Quindi torna al caffè macchiato, al moleskine e ai Placebo se tutto questo ti fa essere più te stessa.

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  2. 29 novembre mi sono fatta rossa anche io... tu hai la fortuna di essere folle al naturale! dai che mi piace tutto questo
    be foolish :*

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