E' inutile, lo sapete vero?
E' tutto inutile, è tutta una farsa, un'enorme bugia, una recita del cazzo da mattina a sera, quando apriamo gli occhi e diciamo oggi non mangio, quando stiamo per chiuderli e diciamo domani non lo faccio davvero; quando saliamo sulla bilancia, quando ne scendiamo col sorriso o con una stalattite in petto, quando ingurgitiamo schifezze come una macchina tritatutto e quando ci infiliamo due dita in gola e quando ci imbottiamo di lassativi, quando fumiamo e andiamo avanti a caffè, quando una notte chiudiamo a chiave la porta e ci dimentichiamo chi cazzo siamo a forza di alcol e cioccolata e vuoto abissale. E' una bugia quando ci guardiamo allo specchio e diciamo di non piacerci, una bugia quando ci sentiamo più "all'altezza" perché abbiamo perso quel kg che MAI NESSUNO noterà al di fuori delle nostre menti malate. E' una bugia quando ci affettiamo le braccia o le gambe e pensiamo adesso sto meglio, è una bugia quando pensiamo che sia uno sfogo, una bugia quando pensiamo di meritarcelo perché siamo state comuni esseri mortali, costretti a saziare la FAME, banali e totalmente vincibili. E' una bugia, assolutamente senza senso, quando ci escludiamo dal mondo, chiudiamo le palpebre al sole e ci rintaniamo sotto una coperta, a lasciarci scivolare addosso il tempo e la vita, la NOSTRA vita che forse in tanti hanno contribuito a rovinare ma che MAI NESSUNO ci ridarà indietro e che adesso stiamo rovinando solo e soltanto con le nostre mani.
Ieri ho chiesto ad una persona: se potessi cambiare una cosa, una sola della tua vita finora, che però condizionerebbe il tuo presente e tutta la strada fatta per arrivarci, quale sarebbe? Quella persona ci ha pensato un attimo e poi mi ha risposto. Ma questa domanda, in realtà, la stavo facendo a me stessa. Era la domanda che qualcun altro, chiunque altro, avrebbe dovuto fare a me. E io non avrei esitato, neanche un secondo.
Vorrei non aver mai scoperto cosa significa non mangiare. Vorrei non aver mai provato l'euforia di vedere i numeri che scendono sulla bilancia. Vorrei non aver mai provato il comfort dell'assenza di pensieri e sentimenti, vorrei non saper cosa significa essere lontana mille miglia da me, vorrei non conoscere il teorema stomaco vuoto = mente vuota, vorrei non aver mai conosciuto la pace fittizia regalata a caro prezzo da un corpo ossuto e martoriato.
Perché è la domanda sbagliata. Chiedi piuttosto perché no?
Perché no?
Perché se non mi fossi persa in tutto questo, non avrei perso nemmeno il primo anno di liceo. Perché avrei avuto un'adolescenza. Perché adesso non sarei dipendente dal cibo, schiava di un'immagine di me stessa che diventa sempre più difficile raggiungere, perché adesso avrei (quasi) tutto ciò che voglio e sarei in grado di godermelo senza stare ancora a rincorrere fantasmi di fumo. Perché sarei cosciente dell'età che ho e farei il possibile per vivermela, senza stare a rimandare tutto a quando sarò più magra, un'era che attendo da quasi otto estenuanti anni e che ho visto avvicinarsi all'orizzonte solo per brevi parentesi, portate via dai voli di rondini in cerca di paesi più caldi. Perché invece che cercare di trovare l'ennesimo modo di pesare poco e subito, starei studiando tanto per raggiungere quegli obiettivi che in fondo voglio raggiungere da sempre. Se non mi fossi mai persa in tutto questo, forse sarei in perfetto orario con la tabella di marcia e quest'anno sarei pronta a prendermi la laurea triennale, cazzo. Invece sono al primo anno e non ho dato neanche un esame perché troppo presa a mangiare vomitare non mangiare deprimermi pensare di non farcela ricominciare da capo ricadere stare male.
A occhio e croce, non mi sembrano male come "perché no".
Se non si capisse, sono incazzata. Incazzata con me stessa, col mio passato, col mio presente, incazzata con tutte voi che siete così meravigliose e così piene di potenziale, più della stragrande maggioranza delle persone che conosco, voi che come me avete toccato con mano l'inferno, ci siete entrate, ci avete sguazzato, ballato tenendo per mano il diavolo e tutti i suoi amici, voi che avreste solo da insegnare a tutte quelle persone là fuori di cui temete tanto il giudizio. Voi che se solo vi alzaste in piedi e tiraste fuori la voce, sareste voi quelle che oggi sognate tanto di essere. Non è essere magre, non è una cazzo di taglia 40, 38, 36, 34 e lo sapete. Lo sappiamo, l'abbiamo capito da tanto di quel tempo che l'unica cosa che non capisco è perché non la smettiamo. E' il carattere, è la personalità, è trovare quello che vogliamo veramente e avere le palle di lottare con le unghie e con i denti per diventare la persona che vorremmo essere. Che non è affatto una dea dalla pelle bianca e perfetta i capelli lunghi e la vita tanto stretta da starci in due dita. E' il medico, è la giornalista, è la barista col sorriso che i clienti vanno lì apposta perché con lei la giornata inizia bene, è la filosofa, l'avvocato, la scrittrice, pittrice, poetessa, architetto, designer, fumettista, hair stylist, musicista, donna e basta, futura madre o moglie, fidanzata, ma prima di tutto se stessa e nient'altro.
Non c'è nessuna grande rivelazione. Sono un cane che si morde la coda. Mi viene da piangere se penso a come da ragazzina pensavo "chissà come sarò a vent'anni", immaginandomi chissà dove a fare chissà cosa. Be', eccomi. Esattamente dov'ero allora. Con poco o niente di concluso alle spalle. Ancora a darmi le stesse scuse, a cercare le stesse attenzioni, a dirmi che "se solo..." allora riuscirei. NO. Se solo niente. Riuscirei solo se la smettessi, se la smettessi di giustificarmi, di rimandare, procrastinare, aspettare. Non c'è un bel niente da aspettare. E' solo tempo perso, e perso senza alcun cazzo di motivo valido. Ho desideri, sogni, aspirazioni, necessità chiuse in un barattolo pronto ad esplodere ma che non fa che prendere polvere. Ho immagino di aprire gli occhi tra dieci anni e ripensare esattamente le stesse cose che sto scrivendo adesso. Sarebbe il peggiore degli incubi. Voglio alzarmi domani ed essere bella. Voglio alzarmi e truccarmi ogni mattina e curare i miei capelli. Voglio mettermi quello che mi pare e avanzare a passi decisi. Voglio sorridere anche se ho il cuore marcio e tirare fuori quello che so di essere. Perché sono bravissima a dare consigli, e agli altri dico che è tutta questione di atteggiamento. Che le altre persone non sanno nulla di noi, e siamo solo e soltanto noi di essere giudicati per nostre paranoie, teorici colossali difetti che solo e soltanto i nostri occhi vedono.
La mia prigione non sono soltanto i dca.
La mia prigione è che in fondo sono rimasta bloccata nella ragazzina presa in giro da mattina a sera per il proprio aspetto. Ma cazzo, quella ragazzina non esiste più. Quella ragazzina è diventata una donna, ha un corpo che continua ad odiare ma che sa fare impazzire il ragazzo che ama e tanto dovrebbe bastare. Ha scoperto di saper usare gli sguardi, ha imparato come truccarsi, ha trovato il colore adatto ai suoi capelli. Sa come vestirsi, sa quali parole scegliere, mentre il mondo la demoliva ha coltivato come l'orto di un paradiso terrestre il proprio cervello prevenendo che se il corpo non sta dalla mia parte, la mia testa varrà sempre più di qualsiasi barbie di passaggio. Quella ragazzina non esiste più e quella donna sono io. Dovrei solo capirlo, farmi male fino a capirlo e prenderne piena coscienza, allora sì che avrei il coraggio di camminare a testa alta e non sentirmi mai più a disagio di fronte a niente e nessuno. Tanto meno per motivi immaginari.
Svegliatevi. Non è vero che non siete abbastanza. Non è vero che non ce la fate, non è vero che essere magre è tutto, non è vero che il vostro obiettivo è un numero o portare a termine una dieta. Non ci credo nemmeno se me lo urlate in faccia tutte in coro.
Avete solo paura, tutto qua.
Paura di qualcosa o di qualcuno, che lo sappiate o meno.
E' solo una fottuta, enorme, insuperabile paura.
Ma John Lennon diceva che non provarci per paura di fallire è come non vivere per paura di morire.
Vi leggo tutti i giorni da un sacco di tempo ormai, e non siete persone così.
Siete molto più di tutto questo. E siete troppo combattive per non provarci neanche.
Magari è tutta una meravigliosa cazzata anche questa. Dopo tutto questo tempo non m'illudo neanche per un secondo che da domani mi trasformo in una persona normale. Non voleva essere un post con la morale, non volevo insegnare o rimproverare niente e nessuno. Ero (sono) solo arrabbiata, tutto qua. E ogni tanto una pausa dalla farsa ci vuole.
E ho tirato fuori non più che una punta di spillo.
Sto per esplodere ma lascio perdere, per stasera non mi escono altre parole.
Statemi bene.
E' tutto inutile, è tutta una farsa, un'enorme bugia, una recita del cazzo da mattina a sera, quando apriamo gli occhi e diciamo oggi non mangio, quando stiamo per chiuderli e diciamo domani non lo faccio davvero; quando saliamo sulla bilancia, quando ne scendiamo col sorriso o con una stalattite in petto, quando ingurgitiamo schifezze come una macchina tritatutto e quando ci infiliamo due dita in gola e quando ci imbottiamo di lassativi, quando fumiamo e andiamo avanti a caffè, quando una notte chiudiamo a chiave la porta e ci dimentichiamo chi cazzo siamo a forza di alcol e cioccolata e vuoto abissale. E' una bugia quando ci guardiamo allo specchio e diciamo di non piacerci, una bugia quando ci sentiamo più "all'altezza" perché abbiamo perso quel kg che MAI NESSUNO noterà al di fuori delle nostre menti malate. E' una bugia quando ci affettiamo le braccia o le gambe e pensiamo adesso sto meglio, è una bugia quando pensiamo che sia uno sfogo, una bugia quando pensiamo di meritarcelo perché siamo state comuni esseri mortali, costretti a saziare la FAME, banali e totalmente vincibili. E' una bugia, assolutamente senza senso, quando ci escludiamo dal mondo, chiudiamo le palpebre al sole e ci rintaniamo sotto una coperta, a lasciarci scivolare addosso il tempo e la vita, la NOSTRA vita che forse in tanti hanno contribuito a rovinare ma che MAI NESSUNO ci ridarà indietro e che adesso stiamo rovinando solo e soltanto con le nostre mani.
Ieri ho chiesto ad una persona: se potessi cambiare una cosa, una sola della tua vita finora, che però condizionerebbe il tuo presente e tutta la strada fatta per arrivarci, quale sarebbe? Quella persona ci ha pensato un attimo e poi mi ha risposto. Ma questa domanda, in realtà, la stavo facendo a me stessa. Era la domanda che qualcun altro, chiunque altro, avrebbe dovuto fare a me. E io non avrei esitato, neanche un secondo.
Vorrei non aver mai scoperto cosa significa non mangiare. Vorrei non aver mai provato l'euforia di vedere i numeri che scendono sulla bilancia. Vorrei non aver mai provato il comfort dell'assenza di pensieri e sentimenti, vorrei non saper cosa significa essere lontana mille miglia da me, vorrei non conoscere il teorema stomaco vuoto = mente vuota, vorrei non aver mai conosciuto la pace fittizia regalata a caro prezzo da un corpo ossuto e martoriato.
Perché è la domanda sbagliata. Chiedi piuttosto perché no?
Perché no?
Perché se non mi fossi persa in tutto questo, non avrei perso nemmeno il primo anno di liceo. Perché avrei avuto un'adolescenza. Perché adesso non sarei dipendente dal cibo, schiava di un'immagine di me stessa che diventa sempre più difficile raggiungere, perché adesso avrei (quasi) tutto ciò che voglio e sarei in grado di godermelo senza stare ancora a rincorrere fantasmi di fumo. Perché sarei cosciente dell'età che ho e farei il possibile per vivermela, senza stare a rimandare tutto a quando sarò più magra, un'era che attendo da quasi otto estenuanti anni e che ho visto avvicinarsi all'orizzonte solo per brevi parentesi, portate via dai voli di rondini in cerca di paesi più caldi. Perché invece che cercare di trovare l'ennesimo modo di pesare poco e subito, starei studiando tanto per raggiungere quegli obiettivi che in fondo voglio raggiungere da sempre. Se non mi fossi mai persa in tutto questo, forse sarei in perfetto orario con la tabella di marcia e quest'anno sarei pronta a prendermi la laurea triennale, cazzo. Invece sono al primo anno e non ho dato neanche un esame perché troppo presa a mangiare vomitare non mangiare deprimermi pensare di non farcela ricominciare da capo ricadere stare male.
A occhio e croce, non mi sembrano male come "perché no".
Se non si capisse, sono incazzata. Incazzata con me stessa, col mio passato, col mio presente, incazzata con tutte voi che siete così meravigliose e così piene di potenziale, più della stragrande maggioranza delle persone che conosco, voi che come me avete toccato con mano l'inferno, ci siete entrate, ci avete sguazzato, ballato tenendo per mano il diavolo e tutti i suoi amici, voi che avreste solo da insegnare a tutte quelle persone là fuori di cui temete tanto il giudizio. Voi che se solo vi alzaste in piedi e tiraste fuori la voce, sareste voi quelle che oggi sognate tanto di essere. Non è essere magre, non è una cazzo di taglia 40, 38, 36, 34 e lo sapete. Lo sappiamo, l'abbiamo capito da tanto di quel tempo che l'unica cosa che non capisco è perché non la smettiamo. E' il carattere, è la personalità, è trovare quello che vogliamo veramente e avere le palle di lottare con le unghie e con i denti per diventare la persona che vorremmo essere. Che non è affatto una dea dalla pelle bianca e perfetta i capelli lunghi e la vita tanto stretta da starci in due dita. E' il medico, è la giornalista, è la barista col sorriso che i clienti vanno lì apposta perché con lei la giornata inizia bene, è la filosofa, l'avvocato, la scrittrice, pittrice, poetessa, architetto, designer, fumettista, hair stylist, musicista, donna e basta, futura madre o moglie, fidanzata, ma prima di tutto se stessa e nient'altro.
Non c'è nessuna grande rivelazione. Sono un cane che si morde la coda. Mi viene da piangere se penso a come da ragazzina pensavo "chissà come sarò a vent'anni", immaginandomi chissà dove a fare chissà cosa. Be', eccomi. Esattamente dov'ero allora. Con poco o niente di concluso alle spalle. Ancora a darmi le stesse scuse, a cercare le stesse attenzioni, a dirmi che "se solo..." allora riuscirei. NO. Se solo niente. Riuscirei solo se la smettessi, se la smettessi di giustificarmi, di rimandare, procrastinare, aspettare. Non c'è un bel niente da aspettare. E' solo tempo perso, e perso senza alcun cazzo di motivo valido. Ho desideri, sogni, aspirazioni, necessità chiuse in un barattolo pronto ad esplodere ma che non fa che prendere polvere. Ho immagino di aprire gli occhi tra dieci anni e ripensare esattamente le stesse cose che sto scrivendo adesso. Sarebbe il peggiore degli incubi. Voglio alzarmi domani ed essere bella. Voglio alzarmi e truccarmi ogni mattina e curare i miei capelli. Voglio mettermi quello che mi pare e avanzare a passi decisi. Voglio sorridere anche se ho il cuore marcio e tirare fuori quello che so di essere. Perché sono bravissima a dare consigli, e agli altri dico che è tutta questione di atteggiamento. Che le altre persone non sanno nulla di noi, e siamo solo e soltanto noi di essere giudicati per nostre paranoie, teorici colossali difetti che solo e soltanto i nostri occhi vedono.
La mia prigione non sono soltanto i dca.
La mia prigione è che in fondo sono rimasta bloccata nella ragazzina presa in giro da mattina a sera per il proprio aspetto. Ma cazzo, quella ragazzina non esiste più. Quella ragazzina è diventata una donna, ha un corpo che continua ad odiare ma che sa fare impazzire il ragazzo che ama e tanto dovrebbe bastare. Ha scoperto di saper usare gli sguardi, ha imparato come truccarsi, ha trovato il colore adatto ai suoi capelli. Sa come vestirsi, sa quali parole scegliere, mentre il mondo la demoliva ha coltivato come l'orto di un paradiso terrestre il proprio cervello prevenendo che se il corpo non sta dalla mia parte, la mia testa varrà sempre più di qualsiasi barbie di passaggio. Quella ragazzina non esiste più e quella donna sono io. Dovrei solo capirlo, farmi male fino a capirlo e prenderne piena coscienza, allora sì che avrei il coraggio di camminare a testa alta e non sentirmi mai più a disagio di fronte a niente e nessuno. Tanto meno per motivi immaginari.
Svegliatevi. Non è vero che non siete abbastanza. Non è vero che non ce la fate, non è vero che essere magre è tutto, non è vero che il vostro obiettivo è un numero o portare a termine una dieta. Non ci credo nemmeno se me lo urlate in faccia tutte in coro.
Avete solo paura, tutto qua.
Paura di qualcosa o di qualcuno, che lo sappiate o meno.
E' solo una fottuta, enorme, insuperabile paura.
Ma John Lennon diceva che non provarci per paura di fallire è come non vivere per paura di morire.
Vi leggo tutti i giorni da un sacco di tempo ormai, e non siete persone così.
Siete molto più di tutto questo. E siete troppo combattive per non provarci neanche.
Magari è tutta una meravigliosa cazzata anche questa. Dopo tutto questo tempo non m'illudo neanche per un secondo che da domani mi trasformo in una persona normale. Non voleva essere un post con la morale, non volevo insegnare o rimproverare niente e nessuno. Ero (sono) solo arrabbiata, tutto qua. E ogni tanto una pausa dalla farsa ci vuole.
E ho tirato fuori non più che una punta di spillo.
Sto per esplodere ma lascio perdere, per stasera non mi escono altre parole.
Statemi bene.

quante belle parole piene di sofferenza, ci sarà mai un futuro in cui viviamo senza angoscia?
RispondiEliminaJul, sei grande, sembrano le parole di una già guarita, solo che non è facile smetterla, dire 'da domani basta', perchè sei troppo arrabbiata con tutto e questo non aiuta, ma i rimpianti non servono a nulla...tranquilla, tra dieci anni non sarai ancora qui, però sta a te far qualcosa e sai anche questo...
RispondiEliminaÈ tutta una grande bugia,una grande presa per il culo,è una grande merda questa malattia.
RispondiEliminaAnch'io,a 17 anni,non ho concluso niente.
Assolutamente nulla.
Anzi sì,sono ingrassata di 10 kg rispetto a quando ne avevo 13.
Guariamo,guariamo,guariamo.
Già,ma come?
Tu puoi farcela,sei consapevole di tante cose ormai,si tratta solo di varcare questa maledetta soglia.
Forza!!!<3
Ti stringo;
Fra.
Grazie per il premio ma sono troppo schizzata in questo momento per "ritirarlo".
RispondiEliminaPoco importa se è una cazzata, l'importante è che sia meravigliosa. L'importante è fare l'errore giusto.
RispondiEliminaGrazie.
RispondiEliminaE' un 'grazie' che ha un mondo dietro.
E' un 'grazie' che sa di tepore della speranza.
E' un 'grazie' che sa della dolcezza di poter riuscire, sempre e comunque.
Non rinunciamo più a nulla.
Sei speciale Jul..
Ti stringo =*
Ogni parola aggiunta a tutto questo sarebbe inutile.
RispondiEliminaMi hai fatto riflettere e anche commuovere
c'è una cosa molto particolare in questo post che secondo me non hai fatto di proposito. "Alterni l'interlocutore". A volte hai un tono esortativo verso un lettore (noi) , a volte fai un'apostrofe a te stessa.
RispondiEliminaSvegliatevi.
Con quel tono esasperato, quasi di preghiera, ti rivolgi a te o a noi?
Vedi, quella frase di wintergirl "chiediti perchè no" la protagonista si riferiva a "chiediti perchè non dovrei vivere in un dca dopo X ragioni".
Non ho ben capito come la intendessi tu, ma sotto hai elencato tutti i motivi per i quali, quel "perchè no?", potrebbe significare il contrario.
IO non credo tu sia "senza speranza". Chi non ricorda , chi non vede mai nemmeno una scia luminosa è senza speranza.
Hai dentro di te il fantasma di un bambino, l'ologramma di un adulto. E in questo posso comprendere lo smarrimento incredibile. Ma noi siamo qui, nell'hic et nunc del momento. E il passato può raccontare al più una storia dettagliata su di noi, ma tuttavia non descrive chi siamo nell'ora. E questo è il potere più grande che come esseri umani possiamo avere.
Una ragzza(alway b) mi ha lasciato un commento nell'ultimo post, alla fine del quale c'è un "consiglio" che a me ha fatto davvero pensare. Vorrei che lo leggessi anche tu .
ti stringo come altra bugiarda, come ragazza, come futura donna.Ti stringo come chi percepisce quel vuoto.
Sorella.
ti stringo.