sabato 7 luglio 2012

All'improvviso e senza motivo.

« I want to be perfect in a sort of tragic way. »
Mi sembra la frase più adatta a me che io abbia mai letto. E' esattamente di questo che si tratta. E' questo che, in fondo, in un modo o nell'altro ho sempre ricercato. Innanzi tutto ritengo che il termine perfezione sia oltremodo soggettivo. Per me è perfetta una distesa di neve bianca e fredda o una giornata sovrastata da un cielo grigio, con la pioggia a bussare alle finestre; per la maggior parte della gente invece una giornata perfetta è calda, col sole, magari al mare. Per me una serata perfetta è d'inverno, con una tazza di tè e un buon libro; per altri potrebbe essere in discoteca con fiumi di alcol in mezzo a un'infinità di gente, a ballare fino alle prime luci del mattino. E se la perfezione è soggettiva riferita a qualsiasi cosa, figuriamoci quanto possa esserlo applicato a canoni estetici.
Io non ho mai voluto essere perfetta in assoluto, né perfetta per gli altri.
La perfezione che bramo è una ricerca del tutto egoistica, perché ambisco ad essere perfetta solo e soltanto per me.
E la perfezione che voglio, solo e soltanto per me, è una perfezione del tutto imperfetta.
Tipo una bellissima bambola di ceramica, con una crepa sulla guancia.
Tipo un libro che contiene frasi e parole sublimi, che raccontano una storia tragica.
Tipo una modella etera, che poi scopri psicopatica.
L'idea che ho io, di perfezione, è estremamente strana ed inquietante.
Forse vi chiederete perché, adesso, sto scrivendo questo.


Credo di aver avuto quella che si definisce un'epifania.
Ero su un blog tumblr rigurgitante immagini thinspo, una cosa che al contrario di quanto si possa pensare non faccio spesso. Stavo salvando sul pc quelle che mi piacevano di più, nel frattempo messaggiavo con la mia migliore amica raccontandole alcuni miei progetti.
Ed è successo. Ho capito.
Da tantissimo tempo, io e lei, ci diciamo che possiamo essere e fare tutto ciò che vogliamo.
Mi sono resa conto, poco fa, che non avevo realmente capito il senso di questa cosa. Lo sentivo, lo percepivo ma era come quando qualcuno ti racconta i suoi sentimenti e si tratta di cose che tu puoi capire, perché ci arrivi ad immaginare e capire, però non le hai mai vissute sulla tua propria pelle; questo t'impedirà di sapere fino in fondo di cosa si tratta. 
Bene, all'improvviso, senza motivo apparente, io ho capito che posso essere e fare quello che voglio. Ho capito che è tutta una questione di testa. Di come vedi, pensi, ragioni.
Vi faccio degli esempi stupidi: ho sempre pensato che fosse inutile passare troppo tempo a curarmi, truccarmi perché tanto sono quel che sono, perché la mia pelle è piena di imperfezioni, perché è tempo sprecato. Ho tagliato i capelli perché pensavo facessero schifo, perché non sono come quelli delle ragazze nelle foto. Rimango sempre delusa dalle mie ricerche di stile, perché non sono mai all'altezza delle mie aspettative. Mi smonto sempre a metà dell'opera, perché io non sono soddisfatta del mio operato, perciò preferisco distruggere prematuramente piuttosto che portare a termine qualcosa d'insoddisfacente. Esclusi i quaderni e gli appunti scolastici - impeccabili - non sono mai stata ordinata. Spesso ho cercato di raggiungere un'organizzazione estrema - degli spazi, degli impegni, di tutto - ma poi rinunciavo, perché non faceva per me. Ci sono molte cose che mi dico che non fanno per me, perché troppo belle, delicate, giuste ed esatte.
Vaffanculo, non era vero niente.
Bastava questa presa di coscienza, ed ora sarei molto più avanti di quanto sono ora.
Può dimostrarlo una cosa semplicissima: se voglio dimagrire, dimagrisco.
Quella stessa forza di volontà, quella stessa costanza potrei metterla in qualunque cosa.
Se voglio una stanza impeccabile, posso impegnarmi a renderla tale. Se voglio apparire in un certo modo, basta avere la pazienza di lavorarci su e smetterla di pensare che tanto è inutile. Se voglio scrivere un libro, io posso scriverlo.


Tutto questo vi apparirà folle e senza senso, forse.
Ma per me è stata una presa di coscienza forte ed importante.
E ci tengo a dire che se questo discorso vale per me, vale anche per tutte voi. Tutte, nessuna esclusa. Potete arrivare ovunque volete, sta solo a voi decidere di partire e continuare a camminare fino alla meta, qualunque essa sia.


Spero di non rimuginarci su e di non rimangiarmi niente di quanto ho scritto.
Picchiatemi, se lo faccio.


Nuova e sempre uguale, più forte forse - in ogni caso me.



6 commenti:

  1. Ommioddio *-*
    Questo post è un credo.
    Ti stringo.

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  2. Fantastica tesoro. Fantastico post, fantastica tu.
    Certo se dovessi rimuginare stai tranquilla che ti picchio. E' come dire "volere è potere" e crederlo davvero.
    Ti abbraccio
    Snotra

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  3. "Spesso ho cercato di raggiungere un'organizzazione estrema - degli spazi, degli impegni, di tutto - ma poi rinunciavo, perché non faceva per me. Ci sono molte cose che mi dico che non fanno per me, perché troppo belle, delicate, giuste ed esatte."
    questa frase mi rispecchia tantissimo.
    mi piace anche il discorso che hai fatto in generale, ma forse la tua amica intendeva dirti che puoi fare tutto per andare dall'altra direzione. Anche se so che quando il sintomo è forte niente regge.
    Dalle tue parole si nota una profonda insicurezza... ti sono vicina, un abbraccio

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  4. Bellissimo post. Si penso proprio che tu abbia ragione e penso anche che dovremmo tutte ricordarci che possiamo arrivare dove vogliamo.
    Ti stringo.

    edie

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  5. Ogni perfezione è a suo modo tragica...perchè proprio in quanto tale richiede il sacrificio di cose vitali.

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  6. Sì, puoi fare/essere tutto quello che vuoi. Ne sono certa. Un abbraccio <3

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