domenica 17 febbraio 2013

cronache di un fine settimana.

Ho ventuno anni.
Dovrei avere bande di amici famelici di vita, da strapparla a morsi ogni giorno. Dovrei andare all'università, studiare, fare il mio dovere, magari fare l'impossibile per trovare un lavoretto part-time con cui racimolare qualcosa di propriamente mio, e nel week-end uscire, o anche stare a casa, ma comunque divertirmi. Perciò dovrei essere qui a dirvi che venerdì e sabato ho fatto l'alba a suon di risate, che ho sperimentato l'eterno in una notte, che ho abbracciato e sono stata abbracciata, che indossavo una minigonna e calze nere semitrasparenti e mi sentivo bellissima, invincibile, parte di qualcosa, che ho festeggiato il semplice essere qui ed ora e la voglia di continuare ad esserci per molto altro tempo ancora.

No.

Niente di tutto questo.
Giovedì ho passato la notte a parlare – sempre con uno schermo di mezzo – con uno che ha il doppio della mia età, conosciuto tramite un social network. Finché sono fatta solo di parole, sono strepitosa. Sono una sirena in grado di ammaliare qualunque povero pescatore di passaggio. Mi si appiccicano addosso sempre le stesse parole: affascinante, intrigante, misteriosa, intelligente; e qual è questo grande segreto? Cosa c'è dietro le mie frasi incipriate? 

Dolore, malessere, contraddizione, inquietudine, incostanza, fragilità, incomprensione.

Sono andata a letto alle 8, mi sono alzata alle 10 per dare inizio ad un venerdì inutile in cui non ho fatto altro che star male – fisicamente, ma soprattutto dentro. Per qualcosa di inafferrabile, un grumo di rabbia e insoddisfazione che non aveva perché e percome. Sento che sto volando via e scrivo per sms a lui di tenermi stretta.

Sabato mi alzo col proposito di nutrirmi con nient'altro che mele in tutta la giornata. Salto la colazione, mangio una mela per pranzo. Non ho voglia di fare nulla, ma soprattutto non ho voglia di aver voglia di scuotermi. Mal di testa, malessere fisico generale, ci si mette pure il ciclo. Necessito di un po' di caffè, lo allungo col latte, va beh, tagliamo la testa al toro, facciamoci un cappuccino; ma perché non inzupparci dentro dei biscotti, tanto che cambia? Pc, tv, divano, letto, voglio leggere ma non so concentrarmi. Vado a lavarmi i capelli e senza un cazzo di motivo mi trucco come dovessi uscire. Faccio un paio di foto e le mando a lui, che me ne chiede spesso non avendo altri modi di vedermi. Mi guardo e mi odio. Scopro di non poter saltare la cena perché ha cucinato mio padre e si scazza se non rendiamo omaggio alle sue fatiche. Risotto alla crema di scampi. Bene, ormai. Tv, ultima serata di Sanremo, Fazio e Litizzetto, che coppia fantastica, cereali, gallette di farro, cereali, brownies, succo di frutta, gallette, cereali, cioccolato. Vaffanculo. Vado a letto e inizia un mal di pancia che penso di restarci secca, o quanto meno di andarci all'ospedale. Muscoli contratti a tal punto che non riesco a respirare, nessuna posizione riesce a darmi il minimo sollievo. Lassativi, tentativi falliti di vomitare. Altra notte in bianco in preda a dolori implacabili.

Domenica, altra giornata tra letto e divano, senza riuscire a far nulla di utile o costruttivo. Intorpidimento fisico e mentale, dolori sparsi, freddo ovunque. Dopo tutto quel male spero quantomeno mi sia passata per sempre la voglia di mangiare, ma pare di no, perché se non fosse per il timore di replicare subito la notte passata mi avventerei sulla cena dal Mc Donald's portata a casa da mio padre. E non provo altro che schifo.

Tuttavia oggi non ho mangiato quasi nulla (qualche cucchiaio di una crema di funghi e un piattino di riso basmati). Tuttavia mi sembra moltissimo e mi chiedo se tornerò mai quella di prima, quella magra per davvero.

Che poi in questi giorni ho riflettuto un casino, ma non sono abbastanza lucida per spiegare.
Che poi mi guardo attorno, e vedo solo montagne di tempo sprecato.

7 commenti:

  1. ciao cara, ho trovato il tuo blog e ti scrivo...ho letto il post 'certe notti' e mi spiace che tu non abbia trovato il mio, in modo da scrivermi, vabè ti ho trovata io! anch'io ho sofferto di Dca (TANTI anni fa), ti capisco in pieno, stai facendo qualcosa per uscirne? sai, hai raione, è tempo sprecato questo nella malatia, non sprecarne altro! io ti aspetto, scrivimi quando vuoi (magari di notte non ti rispondo subito,ma ci sono sempre x te)

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  2. hai ragione, siamo nel pieno della vita, negli anni dove dovremmo divertirci di più...e invece siamo qua a piangere causa cibo.
    Stiamo buttando via tanto di quel tempo...ma presto ne saremo tutte fuori e nessuno più ci terrà!

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  3. ciao tesoro... ti ho aggiunta proprio adesso ai blog da seguire... siamo proprio uguali.. anche io ho 21 anni e anch eio vorrei sempre parlare di quanto fantastici siamo i miei amici... ma il problema è che non ne ho nemmeno uno... ti ammiro per la tua determinazione(lo so non dovrei dirlo ma è proprio così) ... anche io un tempo riuscii a perdere peso e adesso mi ritrovo con 11 kg in più di nuovo da buttar giù e mi domando se riuscirò di nuovo... spero di leggerti ancora...un baicone

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  4. Se non sbaglio la dieta prevede 1200 calorie...la mia era di 700/800. Tagliavo i carboidrati e le quantità, quando mi sembrava che certi pasti fossero veramente esagerati...
    "Dovresti"...e chi dice che "dovresti"? E' preferibile che una persona sia così, complessata e piena di problemi, ma autentica.
    Mi dispiace per quello che stai passando perchè è atroce pensare a tutto quello che si sarebbe potuto fare. Pensiamo al tempo in cui potremmo sfruttare tutta questa intelligenza, ma è essa stessa che ci debilita. A volte dobbiamo essere più forti di noi stesse.

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  5. Internet ha il potere di far diventare per un po' ciò che si desidera, magari delle creature di solo intelletto capaci di sfoderare parole profonde e ragionamenti affascinanti al momento giusto come assi da una manica. Ti prego, non impazzire troppo all'idea di un'altra giornata andata male, anche il solo fatto che tu ti riprometta di fare meglio è un segno del tuo impegno.

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  6. mi ritrovo tantissimo in quello che scrivi.. anch'io sto buttando all'aria la mia vita sociale perchè non ho il coraggio di uscire di casa perchè mi faccio schifo..
    spero che prima o poi le cose migliorino..
    un abbraccio <3

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  7. Il grumo di rabbia che attanaglia anche me.
    Un post che mi ha inumidito gli occhi e fatto tremare il cuore, perchè anche io, a vent'anni mi sento un deserto dentro fatto solo di confusione.
    Ti stringo =*

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