Peso di oggi: 45.7
mi sento bene mi sento male non mi sento affatto mi sento troppo;
con me non devi essere niente, con me non devi essere niente
ieri è scivolata lentamente una giornata che più storta di così non si può, iniziata con un esame saltato per colpa di un treno guasto, proseguita con l'elenco al completo delle eclissi per non rivederci;
ho mandato un messaggio alla mia migliore amica chiedendole se era libera, e lei è saltata giù dal letto appena ha letto il mio nome sul display del cellulare.
Camminavo per strada e talmente era la voglia ed il bisogno di piangere
che ridevo come un'isterica.
Scalciavo sassolini e lattine vuote, finché non mi sono seduta su una panchina
e tramite parole virtuali ho vomitato il mio nervoso.
Non dovrei mai farlo, dovrei aver imparato che il mio modo di manifestare il dolore viene frainteso,
dovrei aver imparato che poi ricevo risposte fredde e cariche di risentimento,
dovrei aver imparato che poi così mi sento cadere sempre più giù.
Ho passato quel che restava della mattina e l'intero pomeriggio con lei.
Ha lasciato che mi sfogassi, poi mi ha raccontato di sé.
Amo ascoltarla, amo il suo modo di raccontarsi.
E' triste, è malinconica
e tira fuori i chiodi del suo dolore pacatamente,
sorridendo lievemente.
E' l'unica di cui mi fido davvero.
E' l'unica che può e sa capire.
Io non so di cosa ho bisogno - ma lei sì, lei sa di cosa ho bisogno e me lo spiega con metafore incredibili, io resto in silenzio per poi dire è vero, hai ragione e lei mi risponde già, scusami se ho ragione perché è consapevole di avermi appena aperto un bivio nella testa e che ora mi trovo unica responsabile della scelta della strada da seguire.
Lei è come quelle canzoni con quei testi che descrivono troppo bene come sei o come stai e tu le ami perché puoi rispecchiartici e al tempo stesso le odi perché ascoltare quelle parole ti fa male, è quasi una pugnalata. Il più dolce dei dolori. Ecco, lei alle volte è così. Mi dice ad alta voce cose che io, da qualche parte, sapevo già ma che non avevo il coraggio di guardare veramente.
Abbiamo pranzato con un frozen yogurt, ci siamo sedute su un muretto, una cuffia per uno e le canzoni di Vasco Brondi da interpretare a quattro mani, per la millesima volta senza annoiarci mai.
con me non devi essere niente, con me non devi essere niente.
se qualcuno mi dicesse una cosa così, potrei pure morire felice.
Venere delle nostre sterili polemiche andremo a Londra a dimagrire.
La gente che sa che sono anoressica, sembra quasi se ne dimentichi.
Addio fottiti ma aspettami, addio fottiti ma aspettami.
Quando sto con chiunque altro mi sento sempre sola, inutili gli sforzi che faccio.
La gente vede in noi delle oasi, non si rende conto che quello è solo un miraggio e che in realtà
noi siamo sabbie mobili; io credo che lui l'abbia intuito ma vuole ostinarsi a credere nel miraggio;
no, lui ha capito che tu sei sabbie mobili, solo che non sa come uscirne; uh, sarebbe anche peggio se fosse così; è solo la legge della natura.
Sono andata a dormire con la testa pulsante. Sono andata a dormire con il cuore scheggiato di un altro po'.
Sono andata a dormire col dialogo di Lucy e Carter de "Il bacio che aspettavo", dove Lucy sono io e Carter è la mia coscienza ma nel mio caso tra i due non c'è nessun bacio. Vorrei che qualcuno mi dicesse quelle cose in faccia, ho bisogno di sentirmele dire da una persona in carne ed ossa, invece mi rimbombano nella testa e basta. Non puoi permettere alle tue paure di trasformarti in una stronza, Lucy. Non quando si tratta delle persone che ti amano. Già, hai ragione Carter, è una lezione che imparo e poi dopo un po' di tempo dimentico di nuovo. Faccio fatica annaspo arranco voglio essere capita e sbatto contro muri mi incarto e incastro nella pellicola trasparente e io voglio raggiungerli gli altri lo voglio davvero almeno lui chi se ne fotte del resto del mondo ma almeno lui. Creo discussioni interminabili per questo stupido motivo.
Non riesco mai a dare spiegazioni sensate.
E' come se tutte le altre persone vedessero il mondo attraverso delle lenti verdi, e le mie fossero rosse.
Ok, le altre persone le hanno verdi, le tue sono rosse e le mie blu - ma non voglio pensare di essere troppo diverso da te, non mi sembrava fosse così.
( spesso non mi sento abbastanza per te )
tu hai bisogno di uno strano, hai bisogno di uno abbastanza complicato da capirti, hai bisogno di uno che faccia cose che non si capiscono... ad esempio, a te non fanno impazzire i fiori e non dovrebbe regalarti neanche dei cd ché in fondo è banale; hai bisogno di uno che venga a casa tua, ti prenda per mano e ti porti a sdraiarti in mezzo a cespugli di frutti di bosco per poi dirti “niente, oggi volevo regalarti questo.”
tu hai bisogno di uno che pensa più al testo che alla musica.
Incendia le farfalle meccaniche e le rose lisergiche i nostri pochi orgasmi ti ricordi dei combattimenti tra i cigni finti e delle sere a sbranarsi delle sere a strafarsi addio fottiti ma aspettami addio fottiti ma aspettami addio fottiti ma aspettami addio fottiti ma aspettami e andiamo a vedere le luci della centrale elettrica e andiamo a vedere i colori delle ciminiere dall'alto dei nostri elicotteri immaginari andiamo a dare fuoco ai tramonti e alle macchine parcheggiate male ad assaltare ancora i cieli a farci sconfiggere a finire sui telegiornali foto in bianco e nero delle nostre facce stravolte sui quotidiani locali andiamo a vedere i gatti neri delle case popolari dai finestrini dei treni ad alta velocità trasformiamo questa città in un'altra cazzo di città andiamo a vedere le luci della centrale elettrica andiamo a vedere le luci della centrale a turbogas.
E tornino a crepare ma dal ridere
le nostre madonne anoressiche
e tornino a crepare ma dal ridere
le nostre madonne bulimiche
e le fotomodelle e le fotomodelle
le tue fotomodelle
le tue fottute fotomodelle
Andrà tutto bene.
Forse quella persona sei tu, forse no.
Non voglio farti soffrire.
Comunque.

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