Che cosa buffa.
Divertente.
Ridicola.
Patetica.
Ebbene, lo sto facendo di nuovo: trasformarmi.
Trasformarmi in qualcosa, in qualcuno, di diverso da me; qualcuno che ancora sono io, ma non abbastanza da dovermi ascoltare ventiquattro ore su ventiquattro. Non abbastanza da dovermi riconoscere allo specchio, non abbastanza da dover tenere a bada ogni singolo pensiero. Forse avrei dovuto fare l'attrice. Son brava a studiare a fondo un personaggio, tanto quanto basta per poterlo interpretare in maniera impeccabile. Devo ammettere che fino ad ora, ogni recita che ho intrapreso, volgeva al suo termine prima di quello stabilito come ultimo atto, semplicemente perché non mi sentivo all'altezza del personaggio scelto. Che motivazione nuova e mai sentita prima, eh? Arrivava sempre - troppo presto - il momento in cui mi guardavo allo specchio con un ghigno di disprezzo, dicendomi: «Ma chi vuoi prendere in giro? Tu non sei niente di tutto questo, non sei niente di niente!». Stavolta è diverso. Stavolta ci riesco. Stavolta quel ghigno, quel tono di voce, sì, ci sono, costanti nella mia testa - ma li ignoro. Ignoro la mia gemella cattiva, le premo sulla faccia il cuscino, non mi piego, non mi spezzo, non cedo al modo sdegnoso in cui mi guarda. Se non sono niente tanto meglio, vuol dire che posso essere qualsiasi cosa io desidero. Lo dice anche una qualche pubblicità. Ah no, aspetta, quella dice: “Una donna che si ama può essere qualsiasi donna vuole”, o qualcosa del genere. Oh, appunto: io non mi amo neanche un po'. Beh, chi se ne frega. Davvero. Ho tagliato di nuovo i capelli, stavolta cortissimi. Ho un nuovo paio di occhiali, che adoro e che persino io riesco a pensare mi stiano bene. Ora ho bisogno di una nuova collana, con un ciondolo particolare a cui mi aggrapperò come fosse l'àncora di salvezza per non affondare. Comprerò un profumo di Chanel, se ne ho la possibilità ( l'unica griffe che esercita su di me un fascino degno di nota ). Vestirò per lo più di bianco e nero, jeans e canottiere, camicie che saranno troppo larghe anche se prenderò la taglia più piccola; avrò lunghi foulard dai colori affascinanti attorno al collo, occhi coperti di trucco nero e labbra scarlatte. Quando mi sentirò leggera nelle giornate troppo calde, indosserò abiti corti dai vestiti pastello stretti in vita, perché la mia vita sarà sottile come il profilo di un foglio di carta. D'ora in poi, sarò la sofisticata ragazza dai capelli corti che studiava il francese con dedizione.
Guardate la modella nella foto. Le sue spalle esili e fragili, la sua pelle bianca.
Non è meravigliosa?
Divertente.
Ridicola.
Ebbene, lo sto facendo di nuovo: trasformarmi.
Trasformarmi in qualcosa, in qualcuno, di diverso da me; qualcuno che ancora sono io, ma non abbastanza da dovermi ascoltare ventiquattro ore su ventiquattro. Non abbastanza da dovermi riconoscere allo specchio, non abbastanza da dover tenere a bada ogni singolo pensiero. Forse avrei dovuto fare l'attrice. Son brava a studiare a fondo un personaggio, tanto quanto basta per poterlo interpretare in maniera impeccabile. Devo ammettere che fino ad ora, ogni recita che ho intrapreso, volgeva al suo termine prima di quello stabilito come ultimo atto, semplicemente perché non mi sentivo all'altezza del personaggio scelto. Che motivazione nuova e mai sentita prima, eh? Arrivava sempre - troppo presto - il momento in cui mi guardavo allo specchio con un ghigno di disprezzo, dicendomi: «Ma chi vuoi prendere in giro? Tu non sei niente di tutto questo, non sei niente di niente!». Stavolta è diverso. Stavolta ci riesco. Stavolta quel ghigno, quel tono di voce, sì, ci sono, costanti nella mia testa - ma li ignoro. Ignoro la mia gemella cattiva, le premo sulla faccia il cuscino, non mi piego, non mi spezzo, non cedo al modo sdegnoso in cui mi guarda. Se non sono niente tanto meglio, vuol dire che posso essere qualsiasi cosa io desidero. Lo dice anche una qualche pubblicità. Ah no, aspetta, quella dice: “Una donna che si ama può essere qualsiasi donna vuole”, o qualcosa del genere. Oh, appunto: io non mi amo neanche un po'. Beh, chi se ne frega. Davvero. Ho tagliato di nuovo i capelli, stavolta cortissimi. Ho un nuovo paio di occhiali, che adoro e che persino io riesco a pensare mi stiano bene. Ora ho bisogno di una nuova collana, con un ciondolo particolare a cui mi aggrapperò come fosse l'àncora di salvezza per non affondare. Comprerò un profumo di Chanel, se ne ho la possibilità ( l'unica griffe che esercita su di me un fascino degno di nota ). Vestirò per lo più di bianco e nero, jeans e canottiere, camicie che saranno troppo larghe anche se prenderò la taglia più piccola; avrò lunghi foulard dai colori affascinanti attorno al collo, occhi coperti di trucco nero e labbra scarlatte. Quando mi sentirò leggera nelle giornate troppo calde, indosserò abiti corti dai vestiti pastello stretti in vita, perché la mia vita sarà sottile come il profilo di un foglio di carta. D'ora in poi, sarò la sofisticata ragazza dai capelli corti che studiava il francese con dedizione.
Guardate la modella nella foto. Le sue spalle esili e fragili, la sua pelle bianca.
Non è meravigliosa?

Se vuoi un consiglio Chance di Chanel, l'eau tendre. È il mio profumo e sarei orgogliosa di condividerlo con te :) si adatta perfettamente alla nuova te stessa. E Coco Chanel lo chiamó così perché è dedicato a chi crede nelle opportunità della vita. In più è un profumo estivo, È tornato di moda quest'anno, è femminile, dura tantissimo e tutti intorno a me mi dicono che ho un profumo divino. Insomma vallo a provare in profumeria ;) mi fa sentire...diversa. Io non trovo nulla di male nel volersi trasformare in qualcosa. È la mia difesa. È una distrazione innocua e per un attimo mi fa illudere che io possa veramente essere diversa. Forse un giorno potróMotta l'altro amo i capelli cortissimi e li vorrei da una vita, peccato che sono certa mi starebbero di merda. Scusami per non averti commentato in questo periodo, ma vedi, ci assomigliamo così tanto che ti sei giá risposta nel tuo commento al mio post. Ci sono dolori, sensazioni che non si possono rispondere con un "capisco". E quando ti leggo spesso mi perdo a pensare, a ritrovare quelli che ho vissuto e che vedo nelle tue righe. Mi perdo e alla fine mi sento come se avessi concluso un viaggio e non ho il coraggio di imbellettare un commento con due frasette di circostanza. Ma ogni tanto voglio farti sapere che almeno ti sono vicina. <3
RispondiElimina*potrò. Tra l'altro
RispondiEliminaScusa il casino, chiamasi correttore automatico: la peggiore invenzione del 21esimo secolo.
Mi sembra che tu sia alla ricerca di un'identità. Se è così ti auguro buon viaggio, ma non dimenticare che amare se stessi è l'unico modo che hai per amare realmente qualcun altro.
RispondiEliminaE' meravigliosa sì. Vorrei esser io così fragile, così eterea come bellezza.
RispondiEliminaTi seguo piccola, non demordere e insegui i tuoi sogni, qualunque essi siano, qualunque persoan decidi di essere.
Tesoro, grazie per il tuo commento. Abbiamo un sacco di cose in comune, a quanto pare :) E sono sicurissima che arriverà anche per te il giorno in cui ti vedrai per come sei davvero: bella, unica, speciale, e non vorrai cambiare nulla di te perchè ti amerai, com'è giusto che sia. Un abbraccio :*
RispondiEliminaIo la vedo già così, come è davvero.
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